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Priolo, vertenza Pellegrini, sit-in davanti all’Isab dei trenta lavoratori licenziati

PRIOLO GARGALLO – È partito questa mattina l’annunciato sit-in dei trenta lavoratori licenziati ieri dalla Pellegrini, l’azienda gestore del servizio mensa all’interno dei tre siti Isab. È in corso la protesta, sin dalle prime ore del giorno, davanti alla portineria sud dell’impianto, quella nei pressi di Marina di Melilli.

Alla base della protesta, il mancato accordo sul transito alla nuovo azienda individuata dallo stesso gruppo Lukoil, saltato, a detta dei sindacati di categoria di Cisl e Uil, nonostante il parere favorevole di ben 24 lavoratori su 30 coinvolti.

“Dopo il fallimento delle trattative con Pellegrini, avviate al tavolo di Confindustria, si era trovata la disponibilità di una nuova azienda – riferivano nei giorni scorsi Teresa Pintacorona e Anna Floridia, segretari, rispettivamente, di Fisascat Cisl e Uiltucs Uil territoriali, insieme a Vera Carasi che ha seguito la vicenda per conto della Fisascat Sicilia – La subentrante aveva accettato di assumere 18 lavoratori a tempo indeterminato e gli altri 12 avevano accettato volontariamente l’accompagnamento al Naspi (Nuova assicurazione sociale per l’impiego, ndr) in attesa di essere riassorbiti successivamente con gli stessi benefici economici dei colleghi. Eppure, all’Ufficio del lavoro, nonostante il parere favorevole della stragrande maggioranza dei lavoratori, qualcuno ha preferito non sottoscrivere l’accordo vanificando tutto. Una scelta discutibile che ha lasciato spiazzati tutti i lavoratori”.

Di diverso avviso la Filcams Cgil. “Concedere una proroga di 15 giorni per il servizio mensa alla ditta Pellegrini, un lasso di tempo durante il quale congelare tutte le procedure di licenziamento, per trovare soluzione alla vertenza. È la proposta che la Filcams ha avanzato all’Isab e su cui sta riflettendo la dirigenza aziendale”. Così Stefano Gugliotta, segretario provinciale della Filcams Cgil, dichiarava il 30 settembre a seguito di ciò che ha definito “sterili tentativi di strumentalizzazione di una vertenza tutta giocata sulla emotività di persone già in forte disagio, avendo davanti la prospettiva di perdere il posto di lavoro”.

“La Filcams di Siracusa, di concerto con Confederazione e le strutture regionali e nazionali Filcams, ha sempre tenuto al tavolo delle trattative una linea di coerenza – precisava Gugliotta –, chiedendo nella successione di appalto delle mense Isab, l’applicazione del contratto nazionale del settore. Un contratto a cui la Filcams tiene soprattutto perché contempla la clausola sociale, ovvero garantisce la continuità occupazionale in caso di cambio appalto. Un aspetto importantissimo che la Filcams non intende e non può  mettere in discussione, se è vero che si lavora nell’interesse dei lavoratori e per il loro futuro occupazionale”.


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