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Raffineria di Augusta, Esso e Sonatrach finalizzano il trasferimento. Inizia la gestione algerina

AUGUSTA – La raffineria di Augusta da oggi è ufficialmente algerina. Esso Italiana e Sonatrach hanno finalizzato l’operazione di trasferimento della raffineria di Augusta e dei depositi associati, i tre depositi di carburante di Augusta, Palermo e Napoli e relativi oleodotti.

L’accordo, annunciato lo scorso 9 maggio suscitando un gran clamore (vedi articolo) e che si sarebbe perfezionato ieri a Milano, arriva attraverso un comunicato diramato dalla Esso Italiana. Il ramo d’azienda della Esso Italiana, società del Gruppo ExxonMobil, è stato formalmente trasferito a Sonatrach Raffineria Italiana S.r.l., una nuova società interamente posseduta da Sonatrach.

La compagnia di Stato algerina “manterrà la continuità gestionale ed operativa dei siti”. Inoltre Esso Italiana fa sapere che “le società del Gruppo ExxonMobil hanno anche sottoscritto con Sonatrach diversi contratti pluriennali di natura tecnica, per la fornitura di prodotti petroliferi, attività operative e l’utilizzo dei depositi carburante di Augusta, Palermo e Napoli”.

“La ExxonMobil opera in Italia da oltre 125 anni e le Società del Gruppo continueranno a servire il mercato italiano con prodotti ad alte prestazioni, che includono i carburanti a marchio Esso e i lubrificanti a marchio Mobil – precisa nel comunicato la Esso Italiana – L’accordo non ha riflessi sulle stazioni di servizio a marchio Esso, sui clienti, distributors e grossisti carburanti e lubrificanti, né su altre attività del Gruppo ExxonMobil in Italia”.

Anche se non se ne fa cenno nel comunicato, per quanto riguarda il trattamento del personale trasferito, i circa 660 dipendenti diretti, già lo scorso 4 ottobre era stato siglato a Roma l’accordo tra le rappresentanze sindacali unitarie della raffineria Esso di Augusta e le organizzazioni sindacali nazionali, insieme a Esso Italiana e ai nuovi proprietari del gruppo algerino Sonatrach.

Erano stati confermati i livelli occupazionali e la continuità del rapporto di lavoro, ribadendo tra l’altro la contribuzione aziendale nel fondo pensione e sancendo la possibilità di gestire le uscite e le riorganizzazioni con i trattamenti economici utilizzati nella raffineria attraverso un incentivo all’esodo, esteso anche al personale dei depositi, confermando inoltre i contenuti dell’integrativo aziendale nelle sue modalità di rinnovo (vedi articolo).


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