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Rosolini, si è svolto ieri il secondo appuntamento del progetto “Generazioni in dialogo”

laboratori

Rosolini – “L’inganno dell’azzardo: ti piace perdere facile? ” è stato il tema del secondo appuntamento dei laboratori tematici del progetto “Generazioni in dialogo” avviato dall’Assessorato comunale alle Politiche Giovanili, che si è svolto nella giornata di ieri con animatore il dott. Alessandro Di Benedetto psicologo – psicoterapeuta.

L’iniziativa afferma l’assessore Salvo Latinosi colloca all’interno del progetto “Generazioni in dialogo” voluto dall’Amministrazione Comunale per rispondere alle forti preoccupazioni in merito al rischio di dipendenza dal gioco d’azzardo lecito e rivolto non solamente ai giovani, ma anche agli adulti: genitori (gruppi famiglie) ed educatori (catechisti, insegnanti, etc…). L’azione principale che intendiamo portare avanti è tesa alla sensibilizzazione, all’informazione e all’educazione verso stili di vita sani, coinvolgendo in primis le giovani generazioni. E’ questa la strada maestra che intendiamo perseguire, anche con provvedimenti amministrati concreti che premiano gli esercizi commerciali al cui interno non si configurano attività che stimolano la ludopatia ”.

Due i momenti che hanno caratterizzato il secondo laboratorio, il primo con gli studenti delle superiori presso i rispettivi istituti (Ipaa e Liceo Scientifico), il secondo presso la Sala Cartia del Palazzo Comunale di via Roma.

Quelli di ieri – afferma il dott. Di Benedetto – sono stati degli incontri molto interessanti sia negli istituti scolastici che presso la Sala Cartia. La tematica trattata, la dipendenza patologica del gioco, infatti ha suscitato molto interesse negli studenti, nei giovani e negli adulti. Nel corso degli incontri ho avuto la possibilità di presentare i dati di questa tematica che oggi purtroppo interessa sempre più l’intero territorio nazionale e quindi anche la nostra realtà, e allo stesso tempo fatta una disanima delle risorse che si hanno a disposizione all’interno del territorio per affrontarla e cercare di risolverla. Non va dimenticato che è una problematica che ingenera disagio non solamente dal punto di vista della salute psichica delle persone che hanno questa patologia, riconosciuta come tale, ma tutta le complicanze legate all’economia all’interno di un sistema familiare”.


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