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Siracusa, cala il sipario sulle Feste Archimedee. Partecipata serata finale con un condensato del talento giovanile

SIRACUSA – Chiusura delle Feste Archimedee ieri sera in piazza Duomo, in Ortigia, dinanzi una folta platea di cittadini e turisti, che hanno preso parte in massa alla serata finale. Cala il sipario sull’edizione 2019 di un evento capace di unire la città, nel nome di uno dei suoi figli più illustri di tutti i tempi, per valorizzare i giovani talenti, contribuendo a edificare una società che punta sui valori della cultura, dell’arte e dello sport.

A condurre la serata la voce di Mimmo Contestabile, con la collaborazione di Francesco Aloi. Insieme, i due conduttori hanno annunciato e accolto sul palcoscenico ortigiano promesse del canto, della musica, del teatro e della danza, premiando coloro che si sono distinti per le loro qualità artistiche.

A dare il benvenuto agli ospiti è stato l’ideatore dell’evento, il pediatra Carlo Gilistro, assieme al sindaco Francesco Italia. Nel corso della serata interessanti e puntuali sono stati gli interventi anche di Fabio Granata, assessore comunale alla Cultura, e del dirigente dell’assessorato regionale all’Agricoltura e Pesca, Giuseppe Taglia, in rappresentanza di Edy Bandiera, presente durante le precedenti due giornate di svolgimento della manifestazione.

Una scaletta ricca quella proposta ieri. Varie e di qualità sono state le esibizioni offerte al pubblico, che ha risposto con grande calore al richiamo ormai suadente di questo evento di metà estate, regalando numerosi e scroscianti applausi.

Ad aprire letteralmente le danze, con le sue piroette acrobatiche è stato Jovica Begoiev, étoile di Belgrado, primo premiato di questa ottava edizione delle Feste Archimedee. Emozione autentica, lacrime di commozione e profonda ammirazione hanno suscitato i brani intonati dalla cantante lirica Alfina Fresta, capace di toccare le corde del cuore di grandi e piccini, facendo vibrare di positività il salotto ortigiano. Poi è stato il momento di Matteo Fraziano prestigiatore, che ha stupito con i suoi cubi di Rubik, rimontati in pochi secondi e con effetti strabilianti. Poi l’assolo di  Riccardo Guarnaccia. Un momento di candore e di sano campanilismo canoro con la cantautrice siciliana Francesca Incudine, voce travolgente e dolcezza da vendere, ambasciatrice della solarità sicula, interprete assieme a Peppe Di Mauro e Antonio Canino dell’album “Ninne nanne dal mondo”, realizzato sempre da Carlo Gilistro, nell’ambito del progetto “I primi mille giorni”.  Poi la premiazione di due ballerini, che hanno eseguito la coreografia “Amuninni” di Marco Laudani, segnatamente Damiano Scavo e Rachele Pascale. E poi ancora magia con l’illusionista Emanuele D’Angeli, una rivelazione. Anche per lui un premio. E poi ancora le voci incantevoli di due giovanissime promesse della musica leggera italiana, Tecla Insolia e Ludovica Caniglia, la prima vincitrice di “anremo young”, la seconda emersa nel talent “Amici” di Maria De Filippi. Nella sezione musica un premio anche allo straordinario Emanuele Bertelli. Hanno lasciato a bocca aperta gli spettatori anche i giovanissimi Simone Triolo, Marta Miccoli e Sarah Clienti.

Applauditissimo l’intervento di Ernesto Burgio, medico esperto di Epigenetica già protagonista delle contestuali Giornate pediatriche siracusane, che ha intrattenuto il pubblico parlando di genio e follia, adeguando i suoi discorsi scientifici alla platea, ricordando quanto l’ambiente e le emozioni siano condizionanti fattori nello sviluppo dei bambini.

E poi è stato il turno di due maestri del teatro, coloro i quali hanno reso la “Lisistrata” al Teatro greco di Siracusa un successo popolare: Tullio Solenghi e Massimo Lopez. I due attori scesi dal palco hanno incontrato i fan, scattando insieme a loro diversi selfie, dimostrando la loro grande umiltà, nonostante i grandi traguardi raggiunti. Poi il finale, con una profonda Galatea Ranzi.

La serata è stata anticipata all’Artemision da un interessante laboratorio di cucina, realizzato dal prof. Giovanni Fichera, che ha fatto mettere ai piccoli partecipanti letteralmente le mani in pasta, facendogli manipolare panetti per realizzare degli squisiti cavatelli (pasta tipica siciliana, da fare al sugo di maiale). La farina sparsa qua e là ha reso allegro e divertente il momento, sfruttato per fare educazione alimentare diretta. Infatti, assieme a Carlo Gilistro, il professore ha invitato i genitori intervenuti a ritornare alle tradizioni culinarie della nostra terra, lasciando che i bambini si abituino ai sapori e agli odori dei prodotti naturali della nostra terra, dall’olio d’oliva ai grani antichi, dalle spezie agli aromi, accantonando quanto più possibile le merende industriali, per far posto a quelle genuine della nonna. A seguire l’attesa degustazione di prodotti a chilometro zero, per la gioia dei palati di adulti e bambini.


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