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Siracusa, Camusso alla tavola rotonda della Cgil. Alosi: industria, persi 4 mila posti di lavoro

SIRACUSA – La leader nazionale della Cgil Susanna Camusso ha parlato oggi a Siracusa di strategicità della zona industriale e di necessità di lavorare tutti insieme per ridurre le diseguaglianze in termini di reddito investendo innanzitutto sull’istruzione.

Alla tavola rotonda sul tema “Siracusa, nuove povertà e strategie di ripresa”, alla presenza dei segretari regionale e provinciale della Cgil, rispettivamente Michele Pagliaro e Roberto Alosi, Camusso ha detto: “La zona industriale è sicuramente un’opportunità, ma è importante modificare anche il rapporto di fiducia con il territorio, pensando anche alle bonifiche. Dobbiamo lavorare tutti insieme per evitare che le diseguaglianze che continuano ad esistere cessino di creare profondi divari senza consentire occasioni di sviluppo. In Italia è stato determinato in Italia “un meccanismo di impoverimento delle pensioni oltre che di innalzamento dell’età che è senza limite. La Germania raggiungerà nel 2030 i 67 anni, mentre secondo quanto previsto dal nostro governo questo tetto lo supereremo l’anno prossimo. Bisogna creare un meccanismo che abbia una relazione concreta con la condizione delle persone. Gli indicatori si possono trovare, basta guardare le statistiche degli infortuni che sono in crescita. E i dati dicono che esiste una coincidenza tra innalzamento dell’età pensionabile e gli infortuni. Le 15 categorie di lavori esentati dal governo vanno, ma si tratta di una platea ridotta”.

Rispetto ai dati relativi al 2008, si registra una contrazione significativa dell’occupazione nel settore industriale (perde, rispetto al 2008, 3 punti percentuale). Va tenuto presente che ogni punto percentuale rappresenta circa 1.300 posti di lavoro. Nel settore industria, la riduzione dell’occupazione è dunque di quasi 4 mila posti di lavoro fra indotto e diretti, e cancella 5 punti di investimenti e incenerisce 9 punti di Pil provinciale. È con questi numeri sconfortanti che Roberto Alosi, segretario generale della Cgil di Siracusa, ha dato il via ai lavori della tavola rotonda di questa mattina, alla presenza del leader nazionale del sindacato, Susanna Camusso.

Alosi ha quindi aggiunto: “L’occupazione è cresciuta notevolmente nel settore dei servizi, ma si tratta per lo più di lavori a bassa crescita in termini di stabilità, di competitività e di tenuta sociale (addetti ai ristoranti, alberghi, commercio, pulizie ecc.) e con remunerazioni spesso ai limiti della sopravvivenza (al di sotto della soglia di 500 euro al mese). Nella sua relazione, Alosi ha rilevato: “Siamo di fronte ad una modificazione della geografia sociale e del mercato del lavoro di non poco conto che pone profondi interrogativi e ripensamenti al nostro agire sindacale”. Il segretario della Cgil di Siracusa ha dunque sollevato la questione centrale: il lavoro. “La perdita del lavoro e il lavoro che non c’è e l’allentamento della legalità sul lavoro, sono infatti qualcosa di più della perdita del reddito e della sicurezza economica. È lo smarrimento dei legami sociali, della dignità, è il venir meno dei diritti, fino al diritto democratico supremo, ovvero il sentimento della cittadinanza. Da troppo tempo nel nostro contesto accade che, complice una crisi interminabile, trovi spazio il ricatto occupazionale, che umilia chi lo subisce, ma anche chi lo esercita. Il tentativo, spesso riuscito, di aggirare il diritto dei lavoratori a salari equi, dignitosi e puntuali, così come il rifiuto delle aziende subentranti, di assumere i lavoratori inseriti nella procedura di cambio appalto, alimentano il ricorso diffuso al lavoro nero, irregolare, povero, insicuro e privo di tutele. Gli ultimi dati relativi alla nostra provincia, confermano che i livelli di retribuzione non solo non ricompensano in modo adeguato gli sforzi dei lavoratori, ma sono sempre più insufficienti a garantire il minimo indispensabile per le famiglie. In buona sostanza, oggi è sotto la soglia della povertà anche chi lavora, costretto ad accettare condizioni indecorose pur di poter avere occupazione”. E ancora: “Garantire il diritto e la legalità del lavoro a tutti, anche alle forme di lavoro autonomo: questo è l’obiettivo della Cgil, perché il lavoro è sinonimo di eguaglianza democratica, contro il parassitismo e il privilegio; è un dovere responsabile verso sé stessi e la società, perciò luogo di diritti, tra i quali quelli a salari che consentano un’esistenza libera e dignitosa. Io credo che occorra orientare il nostro agire sindacale nella direzione di uno sforzo comune di responsabilità per una rinnovata stagione di forte unità sociale e sindacale, in modo da rendere possibile la ripresa degli investimenti, la valorizzazione delle potenzialità del nostro territorio (agroindustria, turismo, beni culturali), tutto con il ruolo di indirizzo determinante della politica”.


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