Politica

Siracusa, cani randagi sulla pista ciclabile. L’assessore Burti: “Pronti a catturarli con il sistema della narcolessi”

SIRACUSA – Una manifestazione di interesse per individuare ditte autorizzate o veterinari che possano intervenire con il sistema della narcolessi, utilizzando pertanto fucili di precisione.

L’amministrazione comunale intende arginare definitivamente il fenomeno della presenza dei cani randagi sulla pista ciclabile che hanno destato allarme tra gli utenti. Alcuni di loro sarebbero stati inseguiti e spaventati da un branco che staziona nei pressi della Tonnara.

L’assessore al ramo Cosimo Burti ha incontrato il direttore generale dell’Asp di Siracusa Salvatore Lucio Ficarra che avrebbe dato il suo assenso. “Il sistema di accalappiamento tradizionale su questi cani non funziona – ha detto l’assessore – perché purtroppo non siamo riusciti a catturarli. A questo punto non resta altro da fare che provare a sedarli e per questo motivo pubblicheremo una manifestazione di interesse. In alternativa, si potrebbe intervenire anche tramite recinti trappola ma non siamo in possesso di quelli delle dimensioni fissati per legge. È certo che continueremo a lavorare per prendere questi cani e fare così in modo che gli sportivi possano recarsi sulla pista ciclabile svolgendo senza preoccupazione il proprio allenamento”.

C’è però un altro problema, quello dei canili saturi. “La priorità – sottolinea Burti – è catturare i cani che destano preoccupazione, poi un ricovero lo troveremo. Stiamo comunque studiando anche iniziative di svuotamento dei canili tramite politiche di adozione”.

Per quanto riguarda le condizioni critiche in cui versa la pista ciclabile, l’amministrazione comunale è pronta ad intervenire utilizzando i fondi di riserva del sindaco per un importo di circa 6 mila euro. Le risorse serviranno per ripristinare circa 200 metri lineari di recinzione in castagno e per operazioni di sistemazione dei punti più critici come quelli in cui sono presenti buche pericolose per pedoni e ciclisti evitando anche che l’acqua piovana scavi “canali” sul tracciato.


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