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Siracusa, celebrata in ospedale Giornata mondiale prematurità. “Zero separation” neonato-genitori in tempi di Covid

SIRACUSA – Anche quest’anno, nell’androne dell’ospedale “Umberto I” di Siracusa, nel rispetto delle restrizioni anti-Covid, si è celebrata la Giornata mondiale della prematurità in presenza nonché in diretta facebook per consentire la partecipazione a distanza anche ai genitori di bimbi nati prematuri, che hanno condiviso l’esperienza vissuta nel reparto di Neonatologia e Utin di Siracusa. L’iniziativa, che doveva tenersi nella data istituzionale del 17 novembre, era stata posticipata a questa mattina a causa delle condizioni meteorologiche avverse.

“I neonati prematuri sono piccoli e fragili – ha detto il direttore generale dell’Asp di Siracusa, Salvatore Lucio Ficarra – sono bambini che cominciano la loro vita in salita perché hanno bisogno di maggiori cure, sostegno e attenzione. Per la settimana dedicata al neonato prematuro anche la nostra Azienda celebra l’evento a testimonianza dell’importanza che assume l’assistenza a questi piccoli e alle loro famiglie. Agli operatori sanitari dei reparti di Neonatologia e Ginecologia rivolgo i più sentiti ringraziamenti dell’Azienda per la professionalità e per l’umanità con cui i piccoli ospiti, i loro genitori e familiari, sono assistiti e seguiti anche sotto il profilo psicologico ed emotivo. I miei ringraziamenti anche all’associazione Pigitin impegnata con i suoi volontari a seguire le mamme e i piccoli prematuri lungo tutto il percorso durante e dopo la permanenza in ospedale”.

Presenti all’iniziativa il direttore medico di presidio dell’ospedale Paolo Bordonaro che ha aperto l’incontro ringraziando gli operatori, i volontari e rivolgendo un saluto a quanti seguivano l’evento in diretta facebook, il direttore del reparto di Neonatologia Massimo Tirantello, il direttore del dipartimento Materno Infantile Antonino Bucolo e la presidente dell’associazione Pigitin, Anna Messina, che ha consegnato al reparto i corredini in lana merino donati ai piccoli ricoverati e preparati dalle volontarie del gruppo maglia.

Per tutta la settimana sono rimasti illuminati di viola, colore della prematurità, la facciata dell’ospedale “Umberto I” e il balcone del reparto di Neonatologia al secondo piano, prospiciente via Testaferrata, la Fontana di Diana in piazza Archimede e diversi altri monumenti nei vari comuni della provincia grazie alla sensibilità delle rispettive amministrazioni comunali.

“In Italia – ha detto il direttore del reparto di Neonatologia e Utin, Massimo Tirantello – nascono ogni anno oltre trentamila prematuri, il 7 per cento del totale, cioè bambini che vengono al mondo prima della trentasettesima settimana di età gestazionale, fonte Cedap 2017, dato che non sembra essersi modificato significativamente ad eccezione delle gravide che hanno contratto il Sars-Cov-2, in cui la prematurità ha avuto un’impennata, con il 19,7 per cento di nascite pretermine, come è emerso dal Registro nazionale Covid-19 istituito dalla Società italiana di neonatologia, dati al 27 luglio 2020. In seguito alla pandemia di Covid-19 in Italia, molte Unità di Terapia intensiva neonatale (Tin) e Nidi, hanno significativamente modificato le modalità di accesso ai genitori. Questo nonostante i professionisti e la Società italiana di neonatologia non abbiano dato indicazioni in tal senso, ma abbiano anzi confermato l’indicazione di consentire sempre ai genitori la presenza accanto ai neonati, la possibilità di praticare il pelle a pelle e abbiano fornito indicazioni specifiche per favorire l’allattamento materno anche per le mamme Covid-19 positive. Numerosi studi scientifici hanno dimostrato i benefici derivanti dalla vicinanza dei genitori ai bambini prematuri o a termine con gravi patologie, ricoverati nelle unità neonatali – ha sottolineato Tirantello – Il loro coinvolgimento diretto nella cura determina importanti vantaggi in termini di salute quali: un migliore incremento ponderale, una maggior frequenza di allattamento al seno, un migliore sviluppo neurologico e cognitivo, un migliore legame con i genitori. Nell’ottica dell’assistenza centrata sul neonato e sulla famiglia ci sono Tin come quella dell’Ospedale “Umberto I” che hanno modificato recentemente l’orario di accesso aprendo ai genitori h24 anche in tempo di Covid-19, limitando talvolta l’ingresso ad un solo genitore per volta (ad eccezione dei gemelli), che hanno continuato a praticare il contatto “pelle a pelle” e che sostengono l’allattamento materno”.

La presidente dell’associazione Pigitin, Anna Messina ha sottolineato l’importanza fondamentale della vicinanza delle mamme ai loro piccoli durante la permanenza in ospedale e l’impegno e il ruolo delle volontarie: “Durante questo periodo di Covid – ha aggiunto –  con il divieto di accesso al reparto, siamo stati comunque presenti e accanto ai genitori anche grazie ai collegamenti telematici. Anche a Siracusa stiamo portando avanti la campagna europea “Zero separation” promossa da Efcni (European foundation for the care of new born infants) a sostegno della vicinanza dei genitori al neonato, parte integrante della cura”.

Nel corso della cerimonia, il maestro e artista Gaetano Golino ha consegnato una scultura in bassorilievo realizzata assieme a quattro alunni, dell’Istituto superiore statale di Palazzolo Acreide, nati prematuri (vedi foto di copertina). Altra opera artistica è stata consegnata da studenti dell’Istituto tecnico “Rizza” di Siracusa.


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