Cultura

Siracusa, Claudia Koll alla presentazione del libro di don Raffaele Aprile. “Ecco come è cambiata la mia vita”

SIRACUSA – “Ho promesso a Dio di donargli la mia voce, che deve solo annunciare la verità”. È stato questo uno dei passaggi più importanti del discorso tenuto da Claudia Koll durante la presentazione dell’ultimo libro di don Raffaele Aprile, sacerdote del Santuario della Madonna delle Lacrime, dal titolo “L’obbedienza. Una via per il Cielo, una virtù da riscoprire“.

La celebre attrice è stata la testimonial di un evento seguito, ieri l’altro nel cortile del centro convegni, da oltre un centinaio di persone nel pieno rispetto della normativa anti-Covid. In collegamento da remoto l’autore del testo, impossibilitato ad essere presente a causa di un imprevisto dell’ultima ora. Claudia Koll è stata accolta con affetto sulle note di un canto eseguito dal gruppo Madonna delle Lacrime. Poi ha letto una preghiera dedicata alla Vergine.

A seguire, il saluto di benvenuto del rettore don Aurelio Russo (che poco prima aveva accompagnato l’attrice in visita al tempio superiore). A moderare l’incontro è stata la scrittrice Maria Lucia Riccioli, che ha spiegato l’etimologia del verbo “obbedire”, ripercorrendo anche i passaggi della sacra scrittura in cui ricorre più spesso il termine obbedienza. Corrado Armeri, gran maestro dei templari federiciani, ha consegnato ai genitori del presbitero il “39° Premio Sicilia – sezione internazionale Federico II”, per la poesia.

Don Raffaele Aprile, prendendo la parola, ha sottolineato che “l’uomo è creato ad immagine e somiglianza di Dio, così come il girasole somiglia al sole per forma e colori. Come il girasole, l’obbedienza si china alla volontà del Signore, solleva la sua corona verso il sole, per poi chinarsi. Non è un atto di sottomissione, ma di sequela. Obbedire significa pertanto aderire alla volontà di Dio con la consapevolezza che in essa è custodita la via per la felicità. Bisogna, insomma, riscoprire quei valori che portano a Cristo, perché seguirlo è fonte di gioia e non di prostrazione”.

La nuova pubblicazione del sacerdote siracusano contiene anche un contributo della stessa Claudia Koll sull’obbedienza di Maria. “È un argomento a me molto caro – ha spiegato l’attrice – e per questo, quando mi è stato chiesto di scrivere, ho sentito di dover obbedire, per raccontare la mia relazione con Dio. Un episodio che riporto nel libro riguarda il modo in cui ho ricostruito il rapporto con i miei genitori, proprio  quando è ripartita la mia relazione con Dio. Loro hanno pregato per me per oltre vent’anni, da quando, dopo la Cresima, smisi di frequentare la chiesa, andando per altre vie. Ho cercato la verità nel buddismo, senza diventare buddista, e nella meditazione trascendentale, ma la svolta è arrivata nel 2000 quando ho attraversato la porta santa del Giubileo. È stato il momento in cui sono tornata a Dio, riavvicinandomi anche ai miei affetti più cari. Ho cominciato a frequentare tutti i giorni la santa Messa per ringraziare Dio per il dono della fede ritrovata e ho capito che, se siamo in comunione Lui, lo siamo anche con i nostri familiari. Riconciliandoci con Dio, ci riconciliamo con la nostra storia”.

Claudia Koll oggi è la testimonial di Vis (Volontariato internazionale per lo sviluppo), una Ong dei salesiani impegnata attivamente in Africa a servizio di migliaia di bambini malati e denutriti. “Il Signore mi ha chiamata ad aiutare i poveri e lo faccio con impegno e dedizione, coinvolgendo tante persone di buona volontà. Sono a servizio di chi soffre dopo i tanti errori del passato”. Dopo aver lasciato il mondo della tv e del teatro, oggi dirige un’accademia. “Preferisco insegnare ai giovani che intendono diventare attori – ha aggiunto – a persone che vogliono educare la loro voce, e a che a chi vive un momento di difficoltà. Ho studiato pastoral counselling e faccio fare un percorso di consapevolezza di sé e di ritrovamento del proprio rapporto con Dio”.

Poi l’intervento di Marilena Mangiafico, laureata in scienze religiose, prima di quello finale di don Raffaele Aprile, il quale ha ringraziato il rettore don Aurelio Russo per l’accoglienza, la Fidapa per aver contribuito alla realizzazione della manifestazione, Elisabetta Di Grano e Maria Rigoli (per aver letto alcune sue poesie) e Valerio Di Pietro per la musica, “oltre a tutti coloro i quali hanno contribuito alla riuscita dell’evento”.


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