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Siracusa, il deputato regionale Coltraro (SD): “Edifici abbandonati, diamoli in mano ai privati”

SIRACUSA – “Disoccupazione e degrado vanno di pari passo, ma bisogna invertire la tendenza e ribaltare gli effetti di questo binomio, oggi negativo, facendolo diventare opportunità di crescita economica”. L’analisi è di Giambattista Coltraro, deputato regionale di Sicilia Democratica. 

“Oggi – spiega Coltraro-  a causa delle risorse sempre più esigue a favore degli enti territoriali risulta praticamente bloccata la  loro attività di programmazione, che esula da quella ordinaria, di conseguenza sempre meno sono le opere pubbliche realizzate e sempre più immobili pubblici versano in condizioni di fatiscenza e abbandono: ciò sottrae occasioni di impiego nel settore dell’edilizia, che più di altri soffre gli effetti devastanti di questa crisi. Nel frattempo diversi  prospetti di edifici pericolanti deturpano i paesaggi delle città, oltre  a diventare  luoghi impropri  di ritrovo di senza fissa dimora, ubriachi e tossicodipendenti”.

“Girando per i centri abitati  e nelle periferie di diverse province siciliane-  continua il deputato-mi sono reso conto che c’è un patrimonio immobiliare “sospeso” , fatto di edifici inagibili da ristrutturare, strutture residenziali private mai completate, terreni incolti adibiti a discariche abusive e  spesso devastati dalle fiamme, proprio per la mancata manutenzione, pertanto mi chiedo perché  non riprendere quelle proposte, avanzate qualche tempo fa da alcuni sindaci italiani e alcune messe in campo  già dal Demanio, di mettere  a reddito  questi edifici o appezzamenti affidandoli a consorzi di residenti, associazioni, cooperative, che li otterranno in comodato d’uso gratuito per almeno un decennio e il cui compito sarà solo quello di provvedere al loro recupero impiegando esclusivamente  manodopera locale ?

“ Questo meccanismo- sottolinea Coltraro-  innescherebbe un circolo economico virtuoso, poiché anche se per prestazioni di durata limitata, verrebbero  chiamate diverse figure professionali legate al comparto delle costruzioni, che a loro volta acquisirebbero potere di acquisto, mentre si ripristinerebbe in diverse aree urbane quel decoro che oggi manca. Inoltre, i gestori degli immobili, a parte quelli che ne usufruiranno per fini sociali e culturali,  sicuramente inaugurerebbero attività imprenditoriali che a loro volta creerebbero altri posti di lavoro. Questa ricetta potrebbe essere valida anche per realizzare residence di appartamenti a canone sociale, data la penuria di alloggi popolari”.

 


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