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Siracusa, riserva Ciane Saline, il comitato Parchi chiede la sostituzione del direttore

SIRACUSA – Il Protocollo di intesa siglato tra le Associazioni per la salvezza della Riserva naturale Ciane Saline di Siracusa e la ex Provincia Regionale, rappresentata dal Commissario straordinario, Giovanni Arnone, segna una tappa importante di ripresa di attenzione su quel sito di straordinaria importanza ed evocazione.

“Quel decreto  – si legge in una nota stampa del comitato parchi – istitutivo della riserva di quasi trent’anni fa (era il 30 maggio 1987) fu firmato dopo una dura battaglia iniziata a metà degli anni ‘70, quando in quello stesso sito il Piano Regolatore della Città prevedeva la realizzazione di impianti sportivi, di un’antenna di cemento e di una vasca di canottaggio, un grande progetto di cementificazione che avrebbe sconvolto per sempre quel delicatissimo ecosistema. Nello stesso tempo si perdeva la lotta per salvare il sistema idrico del fiume Ciane, strozzato da una inutile opera di captazione che ha messo in pericolo la stessa sopravvivenza del fiume, la sua identità di corso d’acqua che dalle sorgenti della Pisma e Piasmotta arrivava libero sino al mare: azzurro Ciane”.

“Trent’anni di mala gestio della Provincia regionale – si legge – , sotto tutti i colori della politica politicante, che oggi grazie all’acume e sensibilità del Commissario straordinario accetta di fare una profonda autocritica, una responsabile presa di coscienza del danno causato a quell’ecosistema, che un movimento forte di cittadini, associazioni e mondo della cultura aveva salvato dall’assalto di una pianificazione al servizio delle forze della speculazione delle aree suburbane. C’è voluta tutta la pervicacia di Giuseppe Ansaldi, testimonianza costante di un ambientalismo responsabile e di grandissima competenza e generosità, l’adesione delle Associazioni ambientaliste storiche e di quelle più giovani e cariche di energia nuova, e tutta la disponibilità di implicita ammissione di colpa istituzionale offerta dall’incolpevole Commissario straordinario, Giuseppe Arnone, uno dei migliori funzionari dell’apparato Regionale che per un miracolo dell’apparato amministrativo ci troviamo qui a Siracusa per aprire questa fase nuova di tutela, dopo trent’anni di non governo, di abusi tollerati e perpetrati con arroganza”.

“Basti pensare a quell’approdo di barche abusivo, da trent’anni in zona A della Riserva proprio alla confluenza delle foci del Ciane e dell’Anapo, sempre denunciato e sempre pervicacemente intoccabile; basti pensare agli incendi anno dopo anno, sempre annunciati e mai evitati; basti pensare alla dissipazione di risorse pubbliche, pare circa un milione di euro, in quell’inutile ristrutturazione del fabbricato delle Saline. Fabbricato che il mare ha demolito proprio nei giorni scorsi, a dimostrazione  dell’insipienza della scelta amministrativa dell’ex Provincia regionale, senza che la Corte dei Conti abbia mai aperto un dossier su quanti hanno consentito quello spreco e su come quel fabbricato sia stato abbandonato per anni sino a crollare”.

“Basti pensare alla compromissione dell’intera coltura del papiro affogata da una vegetazione invasiva ed incontrollata che ha cancellato lo stesso letto del fiume, a  quelle costruzioni rivelatesi inutili, e divenute rovine di cemento, volute dal Consorzio per le Paludi Lisimelie a metà del fiume Ciane nella euforia industriale dei primi anni ’70. Basti pensare a come sono ridotte le Saline, che il decreto di trent’anni fa destinava al loro esercizio tradizionale, oggi prive anche dei loro stessi argini (il tombolo che le saparava e le proteggeva dal mare). Tutto compromesso e distrutto? Quasi! Come gridano gli allarmi fondati siamo tornati a prima dell’anno zero. Ora occorreranno molte più risorse per una ricostruzione e rivitalizzazione di quel delicatissimo ecosistema. Temiamo che di ciò nessuno risponderà. Fa rabbia che tanti sforzi e tanta retorica siano evaporati nella palude di amministratori e funzionari senza senso di responsabilità pubblica”.

“Oggi però si riprende il cammino. Oggi dopo la firma di questo Protocollo –  concludono -, che può esser tutto ma anche nulla, perché i risultati che si otterranno non dipendono solo dalle proposte, pressioni, energie e saperi del Movimento ambientalista siracusano, ma anche da una coerente riproposizione di energia nuova in capo alla dirigenza responsabile. Per noi la prima prova, il primo atto di rispetto per questa intesa e di discontinuità con il passato, è la immediata sostituzione del funzionario responsabile della Riserva. Il Commissario straordinario ne ha i poteri, le competenze e la giusta determinazione. Non è condizionato dalla cultura bassa degli interessi minuti sulla Riserva che hanno occupato l’ente intermedio in questi trent’anni di gestione, che ne hanno soffocato e tradito le aspettative istituzionali. La sostituzione del funzionario responsabile con uno all’altezza del difficilissimo compito imporrà agli altri organi di gestione, primo tra tutti il Comitato scientifico, della cui composizione abbiamo perso il filo (e che non ha mai espresso alcun moto di indignazione), di assumere le responsabilità che a loro competono e che sono state del tutto disattese”.


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