Cronaca

Siracusa, confiscati beni per 9 milioni a re dei videopoker

SIRACUSA – La Direzione investigativa antimafia di Catania ha dato esecuzione ad un decreto di confisca di beni emesso dalla Corte di appello di Catania nei confronti dell’imprenditore Gaetano Liuzzo Scorpo, 52 anni, originario di Tortorici (Messina), a capo di alcune aziende operanti nel settore del noleggio di videogiochi.

Gli sono stati confiscati beni del valore di oltre 9 milioni di euro, tra cui spiccano 4 terreni e 3 fabbricati siti nel comune di Siracusa, 10 automezzi (di cui una Maserati Gran Turismo), le società “Media Game Srl”, “Betting Game Srl”, “Orizzonti Design di M.I. Snc”, nonché numerosi rapporti bancari e/o postali.

Il provvedimento odierno ha confermato la confisca disposta precedentemente dal Tribunale di Siracusa, a seguito dell’applicazione della misura di prevenzione del sequestro emanata, nel 2011, su proposta del direttore della Dia. Le investigazioni e gli accertamenti patrimoniali svolti al riguardo dalla Dia di Catania, sono stati avviati a seguito dell’operazione denominata “Nemesi”, condotta dalla Polizia di Stato di Siracusa, che, nel luglio 2008, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip presso il Tribunale di Catania, ha disarticolato il clan mafioso “Trigila-Aparo”, attivo nella provincia aretusea, assicurando alla giustizia oltre sessanta presunti affiliati, alcuni dei quali ritenuti ai vertici dell’organizzazione criminale.

Il Liuzzo Scorpo, coinvolto in tale contesto giudiziario, è stato successivamente arrestato in esecuzione della sentenza di condanna a 3 anni e 6 mesi di reclusione, emessa dalla Corte d’assise d’appello di Catania, poiché riconosciuto colpevole del reato di associazione per delinquere di stampo mafioso.

Le indagini della Dia avevano fatto emergere, fra l’altro, strette relazioni fra l’imprenditore ed esponenti di vertice del clan “Trigila”, clan parte della più ampia aggregazione denominata “Aparo-Nardo-Trigila”, attiva nel territorio siracusano e affiliata al potente clan catanese “Santapaola”, nella gestione, in forma monopolistica, del mercato del noleggio di apparecchiature elettroniche di intrattenimento e di azzardo (cosiddetto videopoker) nelle province di Siracusa e Ragusa. Anche alcuni collaboratori di giustizia hanno dichiarato che il clan aveva investito nelle società riconducibili al Liuzzo Scorpo oltre 1 milione di euro per l’acquisto di apparecchiature elettroniche.

In particolare, era stato evidenziato uno straordinario ed eccezionale aumento del fatturato, con la costituzione di nuove imprese, tramite le quali l’imprenditore è riuscito a collocare nella Sicilia orientale un migliaio di apparecchiature elettroniche per il gioco d’azzardo, introitando giocate per circa 120 milioni di euro, tra il 2000 ed il 2008, periodo che coinciderebbe con gli stretti rapporti del Liuzzo Scorpo con elementi di spicco del clan mafioso “Trigila” e dai quali gli investigatori fanno discendere gli improvvisi successi imprenditoriali.

A supporto di tali tesi accusatorie, le indagini tecniche avrebbero permesso di accertare il rapporto tra esponenti del clan “Trigila” e il Liuzzo Scorpo in termini di reciproca collaborazione, in base alla quale il Liuzzo versava mensilmente nelle casse del clan la somma di 20 mila euro, ricevendone in cambio presumibilmente protezione e la repressione della concorrenza nello specifico settore di interesse, al fine di mantenere il monopolio nell’area di radicamento del sodalizio mafioso.

 


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