Cronaca

Siracusa, emergenza coronavirus: i 22 esposti presentati in Procura potrebbero finire in un unico fascicolo

SIRACUSA – “Si stringano i tempi per l’autopsia sulla salma di Calogero Rizzuto e per la successiva tumulazione”. È la richiesta che gli avvocati Giuca e Trombatore, che assistono la famiglia dell’ex direttore del Parco archeologico di Siracusa, hanno fatto pervenire alla Procura della Repubblica, che sta indagando sul decesso dell’architetto rosolinese per Coronavirus, avvenuto lo scorso 23 marzo. Il corpo giace infatti ancora al cimitero di Siracusa in attesa di seppellimento.

Non solo però il caso Rizzuto e quello della sua più stretta collaboratrice, Silvana Ruggeri, anche lei uccisa dal Covid-19: al quinto piano del palazzo di giustizia sono arrivati 22 esposti (che probabilmente confluiranno in un’unica inchiesta) presentati da singoli cittadini e sigle sindacali che chiedono di far luce sull’operato dell’Asp in questo periodo di gestione di emergenza epidemiologica. Nel corposo calderone anche il video dell’infermiere siracusano Marco Salvo, girato qualche settimana fa all’interno di una tenda pre-triage dell’ospedale “Umberto I”. L’uomo, che aveva lanciato pesanti accuse contro l’Azienda sanitaria, la scorsa settimana ha deciso di rivelare la sua identità nel corso della trasmissione televisiva “Chi l’ha visto“.

Il procuratore capo Sabrina Gambino ha affidato l’incarico a un pool di magistrati, tra cui Salvatore Grillo e Andrea Palmieri, il cui lavoro non si presenta semplice. La Procura ha acquisito il filmato della trasmissione “Non è l’arena” nella parte in cui, domenica scorsa, ha affrontato il caso Rizzuto. Il pm Enea Parodi ha aggiunto al fascicolo un nuovo elemento che ha fatto acquisire dal nucleo investigativo telematico e poi versato nella documentazione di indagine per la quale hanno ricevuto delega  gli agenti della Polizia di Stato della Procura.


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