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Siracusa, flash mob di Confcommercio e Fipe: “Siamo a terra”

SIRACUSA – #siamo a terra. Un titolo eloquente quello che ristoratori e rappresentanti dei pubblici esercizi hanno voluto dare al flash mob di questa mattina in piazza Duomo. Siracusa è stata una delle 18 città italiane (l’unica in Sicilia) ad aderire alla manifestazione indetta da Fipe (Federazione italiana pubblici esercizi) e Confcommercio per protestare contro le misure restrittive previste per la categoria dall’ultimo Dpcm.

Hanno posizionato per terra un lungo lenzuolo bianco, ponendovi sopra piatti, posate e bicchieri. Tutt’intorno, seduti con aria mesta, gli operatori dei settori maggiormente colpiti dalle restrizioni governative. Sono stati in silenzio, mostrando cartelli con su scritto il proprio mestiere. Mezz’ora così, dalle 11,30 a mezzogiorno quando il presidente della Confcommercio ha dato lettura di un documento indirizzato al prefetto di Siracusa. Poi l‘inno nazionale, intonato senza particolare entusiasmo dai presenti che, subito dopo, si sono diretti negli uffici di piazza Archimede per incontrare la rappresentante del Governo, il prefetto Giusi Scaduto. Un centinaio coloro i quali hanno preso parte al flash mob, incassando la solidarietà del sindaco Francesco Italia e dell’assessore alle attività produttive Cosimo Burti, presenti in piazza.

“Siamo al collasso e molti di questi imprenditori – ha detto Elio Piscitello, presidente provinciale di Confcommercio – rischiano la chiusura. Siamo in presenza di un lockdown nascosto perché, impedendoci l’apertura serale, ci viene impedito di lavorare e di sopravvivere. Non si capisce il motivo per cui, se a pranzo rispettiamo i protocolli di sicurezza, la sera dovremmo comportarci diversamente. La verità è che, non essendo in grado di controllare il territorio, il Governo impone la chiusura delle attività di ristorazione, agendo in modo irrazionale.  Ci fanno chiudere in maniera immotivata alle 18, privandoci della maggior parte del nostro fatturato, dato che comunque a pranzo gli avventori, almeno in una piccola città come Siracusa, sono sempre pochi. Abbiamo apparecchiato per terra per dare l’idea che siamo a terra e non possiamo continuare a navigare a vista con questi continui e irrazionali Dpcm”.

Sulla stessa lunghezza d’onda Maurizio Filoramo, presidente Fipe Siracusa. “Le misure governative a sostegno della categoria – ha spiegato – non daranno garanzie di sopravvivenza alle attività economiche. Non basteranno questi ristori per affrontare le spese fisse ed il pagamento di tasse e balzelli di ogni tipo. Siamo molto preoccupati per il futuro e per molti non sarà facile venire fuori da questo dramma lavorativo e sociale”.


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