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Siracusa, Galioto (Ugl): “Se muore la zona industriale, si affonda”. Green pass? “Tamponi siano a carico delle aziende”

SIRACUSA – “Se muore la zona industriale, Siracusa affonda. E non ce lo possiamo permettere”. È il monito lanciato ieri mattina in conferenza stampa da Antonio Galioto, segretario provinciale dell’Ugl, in merito alle insistenti voci di una prossima vendita degli asset termoelettrici di Erg (Erg Power), chiedendo tutele per i lavoratori dell’impianto siracusano.

“Bisogna fare attenzione a non far scappare le imprese – prosegue il sindacalista – perché, se ciò dovesse avvenire, il capoluogo e buona parte della provincia rischierebbero grosso. Purtroppo, qui non è ancora radicata la cultura di una crescita economica trainata da altri settori come per esempio quello turistico. Lo abbiamo visto anche ieri (venerdì, ndr). Bastano poche ore di intensa pioggia per creare disagi e problemi alla cittadinanza. Quale potrebbe essere il biglietto da visita di una città ridotta così male dal punto di vista infrastrutturale nei confronti dei turisti che la visitano? Decisamente negativo. Figuriamoci se dovessimo vivere soltanto di questo. Impensabile…”.

Per Galioto “manca un’azione politica lungimirante e la responsabilità non è solo da attribuire all’attuale compagine governativa locale ma anche alle precedenti. Mancano progetti, investimenti, idee mentre i nostri giovani continuano a scappare all’estero. La vendita di Erg Power sarebbe un problema ulteriore per questa città”. A giudizio del sindacalista, esiste anche il concreto rischio che “Lukoil, in mancanza di garanzie ben precise da Governo e Commissione europea sui progetti presentati, possa andar via. E questo in barba a tutto ciò che si è detto negli ultimi mesi, anche in merito al riconoscimento di area di crisi industriale complessa. “Le aziende – ribadisce – guardano ai profitti e, se chiudono i propri bilanci in perdita, non vedo per quale motivo dovrebbero continuare a produrre e rimanere sul territorio. Il Governo non ha ancora risposto alle loro richieste di abbattere i costi del lavoro, di restituire parte dei costi delle accise che versano, come era stato previsto nella legge finanziaria del 2000, tutti problemi che non sono stati mai affrontati e che potrebbero indurre le aziende a vendere o chiudere. Ecco perché l’Ugl ha messo in allerta la deputazione nazionale e regionale. Bisogna fare squadra, non guardando alle appartenenze politiche, ma lavorando tutti insieme per il bene del territorio al di là di ideologie o campanilismi vari. Se si continuerà ad agire in ordine sparso, non andremo da nessuna parte”.

Sulla questione divisiva del Green pass, con i siracusani contrari a manifestare proprio nel pomeriggio del sabato, chiare le parole di Galioto. “Il costo dei tamponi dovrebbe essere a carico delle aziende, che avrebbero comunque l’opportunità, di scaricarlo. Lo prevede un welfare aziendale, un accordo firmato da Confindustria, governo e sindacati in calce al quale esiste una parte dedicata alle spese mediche. Si tratta di un accordo in sede aziendale con le Rsu che prevede l’abbattimento dei costi fiscali sui tamponi. Il nostro segretario confederale lo ha portato all’attenzione dei ministeri competenti, Salute e Lavoro, ma non abbiamo ancora ricevuto risposte. E il 31 dicembre finirà lo stato di emergenza”.


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