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Siracusa, il futuro pensionistico di medici e odontoiatri ai raggi x

SIRACUSA – “Le prospettive previdenziali attuali e future per i medici e gli odontoiatri” sono state passate ai raggi x ieri, domenica mattina, nella sede dell’Ordine dei medici di Siracusa. Alberto Oliveti e Carlo Maria Teruzzi, presidenti, rispettivamente, il primo della Fondazione Enpam, il secondo del Fondo Sanità, assieme a Claudio Testuzza, medico e giornalista pubblicista, collaboratore del quotidiano economico “Il Sole 24 0re”, invitati a tenere un corso di in-formazione dal padrone di casa, Anselmo Madeddu, hanno offerto ai partecipanti un’ampia e dettagliata panoramica su quali indirizzi seguire per giungere all’agognata quiescenza con maggiore consapevolezza e serenità.

“L’obiettivo per cui l’incontro era stato convocato era proprio questo – ha dichiarato il presidente dell’Ordine dei medici di Siracusa, Anselmo Madeddu – e rientra in quell’ottica di tutela e di assistenza dei colleghi a 360 gradi che ci siamo prefissati dal momento dell’insediamento. Non soltanto, infatti, ci preoccupiamo della formazione e della qualificazione dei medici, ma è nostra premura  affiancarli passo passo nel traghettamento fino al meritato riposo, visto che le riforme  pensionistiche pubbliche stanno, davvero, togliendo il sonno a molti cittadini. Per fortuna, l’Enpam, l’istituto previdenziale di riferimento per i liberi professionisti, fino a oggi gode di ottima salute e questo ci fa ben sperare in un futuro almeno tranquillo, tuttavia dobbiamo prepararci per  raggiungere al meglio il traguardo della quiescenza, sempre più lontano”.

A confermare la “solidità” dell’Enpam è stato, nel suo intervento, Alberto Oliveti. “Noi – ha spiegato il presidente dell’Enpam – ci stiamo muovendo a favore della categoria professionale di nostro riferimento, che deve prepararsi ad affrontare un cambiamento, già in corso. Come ben sappiamo – ha continuato – il cambiamento, come ogni medaglia, ha due facce: da un lato può presentare opportunità di crescita, dall’altro può rappresentare, invece, la crisi. Di qualche problematica abbiamo già sentore: i mutamenti demografici, ad esempio; o ancora noi, che siamo operatori della conoscenza e della competenza, potremmo avere qualche difficoltà legata all’evoluzione tecnologica, anch’essa in atto. Quindi – ha concluso – la nostra Fondazione, oltre a fare il proprio mestiere, che è quello di pagare le pensioni e dare assistenza al bisogno, si sta impegnando per: sostenere il lavoro professionale; la categoria del giovani e per far sì  che la catena che mantiene questo sistema, cioè il fatto che chi lavora mantiene chi ha lavorato, possa ancora garantire chi lavorerà. Da qui il nostro progetto di “Welfare della tranquillità””.

Serenità meglio raggiungibile se, come ha suggerito Carlo Maria Teruzzi del Fondo Sanità, i professionisti della sanità “scelgono di sfruttare la possibilità, che gli viene offerta, di costruirsi una pensione complementare, che integri quella obbligatoria, che erogherà loro Inps o Enpam, in modo tale da mantenere anche in quiescenza un reddito quanto più vicino a quello che si aveva durante lo svolgimento dell’attività lavorativa”. “Purtroppo – ha aggiunto il presidente del Fondo Sanità – le pensioni del futuro risulteranno tra il 60 e il 40 per cento dell’ultimo stipendio percepito, da qui l’esigenza di integrare. L’adesione è libera e volontaria, così come la contribuzione. Io – ha suggerito Teruzzi- consiglio ai medici più anziani con un certo reddito di versare il massimo, in modo da guadagnarci in sede di deduzione dell’imponibile, mentre i giovani possono versare da 0 a 100 mila”.

Il presente ha, comunque, introdotto qualche novità positiva, come ha sottolineato Claudio Testuzza, medico e pubblicista, esperto della materia pensionistica, che si è soffermato a parlare della “Previdenza del medico ospedaliero”. “Dopo tante riforme negative, che si sono susseguite negli anni – ha detto – l’ultimo intervento nella legge finanziaria 2016 ha permesso di recuperare alcune situazioni che erano molto difficili. È stata – ha specificato – offerta la possibilità di ottenere l’anticipazione del trattamento pensionistico, mediante una condizione legata ad un’offerta bancaria, ovvero un prestito a tutti gli effetti, denominato Ape (anticipo pensionistico), grazie al quale il dipendente può interrompere il rapporto di impiego e andare in pensione con un anticipo fino a 3 anni e mezzo circa dal raggiungimento dell’età anagrafica per ottenere la pensione di “vecchiaia”. Questo  prestito – ha chiarito – andrà restituito in 20 anni, dal momento in cui si andrà a pieno regime in pensione. Altra possibilità offerta alla categoria sarà quella di poter cumulare le anzianità contributive accumulate presso altri enti, come nel caso dell’Enpam, al fine di raggiungere i requisiti necessari anche per accedere alla pensione anticipata. Anche se – ha precisato – su questo punto si sono aperte diverse interpretazioni, una più restrittiva dell’Inps, opposta alla nostra che crediamo che tale opportunità vada applicata al quantum pensionistico e non soltanto alla pensione di anzianità. Su questo – ha annunciato – si aprirà quasi sicuramente una contestazione”.

Nel corso dei lavori, nella sede dell’Ordine dei medici di corso Gelone, sono stati attivati degli sportelli mobili di consulenza, in modo da chiarire ai medici i dubbi sul loro futuro pensionistico.


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