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Siracusa, il IV istituto comprensivo “G. Verga” ha ricordato la tradizionale festività dei “Murticeddi”

SIRACUSA – La Tradizionale Festività dei “MURTICEDDI”è stata ricordata al 4° Istituto Comprensivo “Giovanni Verga” di Siracusa, Diretto dalla dott.ssa Annalisa Stancanelli, il giorno 2 novembre 2016 nei plessi scolastici di Scuola dell’Infanzia “Regina Margherita, Scuola Primaria “Alcibiade” e Scuola  Secondaria di 1° grado “Centrale”  con la gentile collaborazione del Centro Studi di Tradizioni Popolari “Turiddu Bella” di Siracusa. La Prof.ssa Maria Bella, poetessa, saggista e Presidente del CSTP “Turiddu Bella”,  il Dott. Giorgio Guarnaccia, Autore di Teatro dialettale, di poesie e racconti e  il Dott. Antonio Risuglia, Scrittore e Vice-Presidente del CSTP “Turiddu Bella” hanno  intrattenuto ed affascinato gli alunni, i docenti ed i nonni  rievocando la Tradizione dei Murticeddi con racconti, poesie, la presentazione dei giocattoli di una volta, dei dolci tipici e la proiezione di immagini d’epoca.

L’incontro con gli Esperti ha avuto l’avvìo, come da programma, nel Plesso “Regina Margherita” dove gli alunni delle cinque sezioni e le Docenti Corinna Uccello, Maria Silvia Gallo, Rosaria Bongiovanni, Gaetana Tuccio, Franca Mancuso, Angelica Romano, Emanuela Lo Ricco, Pina Coppola, Chiara Castorina, Maria Morale e Maria Grazia Perricone hanno accolto la Prof.ssa Maria Bella ed il Dott. Giorgio Guarnaccia.

Maria Bella ha raccontato che  “in tutta la Sicilia, la sera del primo Novembre, in ogni casa si apparecchiava con la tovaglia “buona ” la tavola, e i bambini pregavano i loro morti perché si mostrassero generosi e ponessero “supra a tavula cunzata “i doni richiesti. Per dar modo agli adulti di soddisfare i desideri dei piccoli, addirittura per tutta una settimana, si fanno dei mercati all’aperto, “a fiera de’morti” e tutti i negozi restano aperti. Oltre ai giocattoli, non potevano, però, mancare “i cosi ruci”: i dolci tipici per i morti, oltre a torroni, “giuggiulena”e” mennuli ghiacciati”, sono “l’ossa di mortu” che ripropongono un’antica tradizione animistica propiziatoria. La sua fattura consente di dare ai biscotti la forma voluta e di essere quindi utilizzata per dar vita a quelle raffigurazioni che richiamano la ricorrenza festeggiata e assumono forma diversa da località a località, ma in genere sono a forma di ossicini, da cui il nome. A Siracusa sono ancora molo diffusi i “ totò bianchi (aromatizzati al limone) e neri (al cioccolato).  Non mancavano i fichi secchi, le noci ed altra frutta secca” Ma Giorgio Guarnaccia ha letteralmente affascinato i piccoli alunni della Scuola dell’Infanzia facendo loro una grande sorpresa avendo costruito con le sue mani i giochi di una volta; “magicamente sono apparsi il telefono col filo, la fionda, il carrettino, il cavalluccio di legno, le biglie, il tuppetto, i trampoli, lo scannello, ecc… che qualche bambino ha voluto provare ed i fischietti a forma di piccoli animali ed anche ad acqua.”

Subito dopo  nel Plesso di Scuola Primaria “Alcibiade”, gli Esperti sono stati accolti  dalla Referente e Collaboratrice del Dirigente Ins. Lucia Barbiera; Maria Bella ed Antonio Risuglia ha proposto e recitato l’invocazione che completava le preghiere serali di quella  notte speciale tra 1 e 2 novembre: “Armi santi, armi santi, Iu sugnu unu e vùatri síti tanti: mentri sugnu ‘ntra stu munnu di guai Cosi di morti mittitimìnni assai.” (“Anime sante, anime sante,io sono uno e voi siete tanti:mentre sono in questo mondo di guai regali dei morti mettetemi in abbondanza.)” –  “La mattina del 2 novembre, i bambini si alzavano già pronti per iniziare la caccia al tesoro in giro per la casa. Ed iniziava la ricerca…infatti, i morti non mettevano mai i doni a bella vista ma li nascondevano abilmente, talvolta camuffandoli in maniera irriconoscibile…sotto il letto o dietro i libri posti su uno scaffale o in un armadio, o in uno dei cento altri posti possibili; infine  i balocchi venivano trovati. Alla fine del gioco, si andava al cimitero a portare fiori ed accendere grossi ceri e lumini accanto alle tombe dei parenti. L’origine e il significato di quest’usanza ci portano molto indietro nel tempo, si collega certamente a culti greco-romani ed al banchetto funebre un tempo comune a tutti i popoli del bacino del Mediterraneo”.

Ed infine  nell’Aula Magna del Plesso “Centrale”di Via Madre Teresa di Calcutta, dove Maria Bella ed Antonio Risuglia accolti dalla Vicaria del Dirigente Prof.ssa Gabriella Pagano hanno ricordato, ai ragazzi della secondaria di primo grado accompagnati dai loro Docenti, questa importante Festività del passato che, in linea con le scelte del PTOFd’Istituto si sta cercando di fare continuare, facendola conoscere soprattutto ai più giovani.

Antonio Risuglia e Maria Bella hanno raccontato che “la festa dei morti in Sicilia vanta radici ben più profonde provenienti dalle festività pagane che facevano coincidere il ritorno dei morti con l’inizio del nuovo ciclo agrario, legato, quindi, alla rinascita della natura ed alle stagioni, fondamento primo per la sopravvivenza e che rimase nella fantasia popolare come la credenza di un ritorno dei morti per recare doni ai bambini. In verità, i genitori, compiono il rito in nome dei morti, ricostituendo così il legame affettivo con i parenti scomparsi, esorcizzando il terrore della morte e, soprattutto, riaffermando il legame tra i due estremi rappresentati dai bambini da una parte e dai morti dall’altra: l’inizio e la fine che in un cerchio magico rappresentano l’eternità “. La proiezione di pregevoli immagini storiche, ed il relativo interessante commento, hanno completato, nei tre momenti d’incontro con gli Esperti, lo spaccato culturale proposto arricchendolo di particolari curiosi ed interessanti.

 Una giornata intensa quella del 2 novembre 2016 al 4° Istituto Comprensivo “Giovanni Verga” di Siracusa ma ricca di ricordi e di emozioni che solo la nostra tradizione ricca di valori e di grande umanità può ancora donarci: un mondo antico e forte di delicato amore verso chi ci ha preceduto e per le nostre usanze antiche che grazie alla presenza dei nonni ed al prezioso contributo degli Esperti del Centro Studi Turiddu Bella continuano ad esistere ed a tramandarsi.


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