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Siracusa, inaugurato l’Elmo di Archia all’ingresso di Ortigia

SIRACUSA – Una grande scultura in bronzo dedicata ad Archia, il fondatore mitologico di Siracusa, accoglie da oggi cittadini e visitatori all’ingresso di Ortigia. È stata inaugurata questa mattina davanti a Porta Marina “L’Elmo di Archia”, opera dell’artista Stefania Pennacchio, originaria di Reggio Calabria e da anni residente a Siracusa, realizzata nell’ambito del progetto di valorizzazione del patrimonio Unesco promosso dal Comune.

L’opera è stata promossa dal Comune di Siracusa, su richiesta della Consulta speciale per l’imposta di soggiorno, nell’ambito dell’intervento “Percorso turistico-culturale dal Parco archeologico della Neapolis alla Necropoli di Pantalica”, finanziato dal Ministero del Turismo attraverso il fondo destinato ai Comuni a vocazione culturale, storica, artistica e paesaggistica sede di siti Unesco.

Stefania Pennacchio è considerata una delle voci più riconoscibili della scultura contemporanea italiana. Da oltre trent’anni sviluppa una ricerca che intreccia archeologia, filosofia, storia e mito, trasformando bronzo, pietra, argilla e metallo in strumenti di dialogo tra memoria e contemporaneità. Le sue opere sono state esposte in Italia e all’estero, dalla Biennale di Venezia a New York, oltre che in Cina, Giappone, Grecia e Cipro. Nel 2015 è stata nominata Ambasciatrice della cultura italiana nel mondo per Expo Milano. La sua produzione è stata apprezzata, tra gli altri, dai critici Gillo Dorfles, Philippe Daverio e Angelo Crespi.

Alla cerimonia hanno preso parte, oltre all’autrice dell’opera, il sindaco Francesco Italia, il critico d’arte contemporanea Andrea Guastella, il dirigente dell’Associazione nazionale guide turistiche Carlo Castello e l’ex presidente di “Noi albergatori” Giuseppe Rosano, al quale si deve l’idea della collocazione della scultura nel punto simbolico in cui, secondo la tradizione, Archia sarebbe approdato per fondare la città.

Collocata su una base in pietra all’ingresso di Ortigia, la scultura assume la forma di un grande elmo corinzio, chiaro richiamo alle origini corinzie di Archia. Realizzata in bronzo patinato, l’opera è caratterizzata da fratture, incisioni e dai caratteristici chiodi metallici che contraddistinguono da anni la ricerca plastica dell’artista.

Questi elementi non hanno una funzione decorativa: rappresentano simbolicamente le ferite interiori, i conflitti della coscienza e il percorso di trasformazione dell’essere umano, spostando il significato dell’elmo dalla dimensione della guerra a quella della riflessione personale e collettiva. Il simbolo dell’armatura diventa così uno spazio di memoria, consapevolezza e interrogazione sul rapporto tra passato e presente.

Una scultura particolarmente riuscita e adatta a una città come Siracusa – ha dichiarato il primo cittadino Italia impegnata ad affrontare le sfide della modernità trovando sempre il giusto equilibrio con un passato dal quale non si può prescindere. La nostra immagine e il nostro successo nel mondo sono intimamente legati a una storia che non è commemorazione ma materia viva dalla quale trovare stimoli per costruire il futuro. L’Elmo di Archia è un biglietto da visita per chi, attraversando la Porta Marina, si immerge in quello scrigno di stratificazioni unico che è Ortigia“.

Pennacchio ha esposto il senso della propria ricerca artistica e del legame con Siracusa: “Credo che l’arte abbia il compito, come un albero, di nutrirsi di una radice. Non possiamo costruire il futuro senza tenere conto del concetto di eternità che ci arriva dal passato. Lavoro su questa leitmotiv da circa trent’anni e sono felice che quella che è diventata la mia città d’adozione accolga quest’opera. Devo ringraziare l’amministrazione comunale e tutte le persone che hanno creduto e lavorato al progetto insieme a me“.

Per Carlo Castello, la nuova installazione arricchisce il percorso culturale di Ortigia e restituisce centralità a una figura poco conosciuta della storia siracusana: “Archia è forse il personaggio storico di Siracusa meno conosciuto, anche se fu un protagonista del grande fenomeno della colonizzazione greca nella seconda metà dell’ottavo secolo avanti Cristo. Inoltre, la collocazione dell’opera è perfetta: essa guarda proprio il punto in cui, secondo la tradizione, Archia sbarcò ed entra a far parte di uno dei principali percorsi turistici cittadini. Da oggi le guide potranno fermarsi qui non solo per raccontare il porto e Porta Marina, ma anche per spiegare questa bellissima opera“.


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