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Siracusa, infermiere aggredito al Pronto soccorso: le reazioni istituzionali, politiche e sindacali

SIRACUSA – Un infermiere in servizio al Pronto soccorso dell’ospedale “Umberto I” di Siracusa è stato aggredito nella serata di lunedì 28 settembre da un utente della struttura sanitaria. Secondo le prime ricostruzioni, l’episodio si sarebbe verificato nell’area del triage e avrebbe richiesto l’intervento della Polizia di Stato. Il sanitario avrebbe riportato conseguenze fisiche non gravi.

Stamani, il commissario straordinario dell’Asp di Siracusa, Gioacchino Iraci, si è recato personalmente al Pronto soccorso per manifestare solidarietà al dipendente e incontrare il personale medico e infermieristico in servizio. Non avendo potuto incontrare l’infermiere aggredito, attualmente a casa in convalescenza, lo ha contattato telefonicamente per sincerarsi delle sue condizioni di salute, ribadendo la condanna dell’Azienda sanitaria nei confronti di ogni forma di violenza fisica e verbale.

“Non è ammissibile che chi dedica la propria vita e la propria professionalità alla cura degli altri debba trovarsi esposto ad atti di aggressione. Saremo sempre al fianco dei nostri lavoratori, adottando ogni misura possibile per tutelare la loro sicurezza e la loro dignità all’interno delle nostre strutture“, ha dichiarato Iraci, sottolineando il ruolo fondamentale svolto dagli operatori sanitari nell’assicurare assistenza continuativa alla popolazione. L’Asp ha inoltre rinnovato il proprio ringraziamento al personale dei servizi di emergenza e urgenza.

L’aggressione ha suscitato reazioni anche sul fronte politico e sindacale, riportando al centro dell’attenzione il problema della sicurezza degli operatori sanitari.

Il deputato regionale di Grande Sicilia e sindaco di Melilli, Peppe Carta, ha espresso piena solidarietà all’infermiere, richiamando la necessità di tutelare quanti lavorano nelle strutture ospedaliere. “Non possiamo accettare che medici, infermieri e operatori sanitari debbano affrontare il proprio turno con il timore di essere aggrediti, la violenza non può mai diventare una componente ordinaria del loro lavoro“, ha dichiarato. Per Carta, episodi come quello verificatosi nel nosocomio aretuseo non devono essere sottovalutati e richiedono un impegno delle istituzioni per rafforzare le condizioni di sicurezza nei luoghi di cura.

Ferma condanna è stata espressa anche dalla segreteria provinciale del Nursind Siracusa, insieme al segretario aziendale Giuseppe Ranno. Il sindacato ha definito l’accaduto “un episodio inaccettabile“, evidenziando come infermieri e operatori sanitari siano frequentemente esposti al rischio di aggressioni fisiche e verbali durante il servizio. Pur riconoscendo le misure di sicurezza già previste dall’Azienda sanitaria, il Nursind ha richiamato l’attenzione sul permanere del fenomeno, esprimendo solidarietà al collega e apprezzamento per la visita del commissario Iraci.

Sulla vicenda è intervenuto anche il presidente dell’Ordine delle professioni infermieristiche di Siracusa, Salvatore Latina, che ha chiesto interventi strutturali, organizzativi e misure di sicurezza attuabili in tempi rapidi. Tra le proposte avanzate figura la valutazione dell’introduzione di body cam per i professionisti maggiormente esposti al rischio di aggressione, a cominciare dai Pronto soccorso. Latina ha inoltre riferito di avere contattato personalmente l’infermiere coinvolto per manifestargli la vicinanza dell’Ordine.


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