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Siracusa, la mensa del Pantheon sempre attiva a pranzo. Il parroco: “Senza attività di culto, ci dedichiamo solo alla carità”

SIRACUSA – Si è insediato nella parrocchia del Pantheon due mesi fa, ma la sua attività di culto è durata soltanto tre settimane. Quella a favore dei più bisognosi invece non ha mai conosciuto pause, soltanto qualche ovvia modifica. Padre Massimo Di Natale ha deciso di portare avanti il servizio mensa avviato una quindicina di anni fa dal suo predecessore, monsignor Paolo Mangiagli, scomparso lo scorso mese di dicembre. Se fino ad una quarantina di giorni addietro, le persone potevano tranquillamente consumare il pasto nella mensa della sala parrocchiale, ora per motivi noti, non è più così. Primo e secondo vengono garantiti a tutti, ma la formula è quella del “Take away”. E non potrebbe essere altrimenti in questo periodo di emergenza sanitaria da coronavirus

“Appena sono arrivato, ho fatto danno – scherza il nuovo parroco, riferendosi all’interruzione del servizio liturgico in seguito al Dpcm del 9 marzo -. Ho potuto celebrare Messa per tre domeniche, poi ho dovuto fermarmi. Potrei farlo in streaming a porte chiuse, ma in questo periodo c’è l’imbarazzo della scelta per chi vuole pregare da casa. Mi dedico alla carità, portando avanti, grazie ai volontari, il servizio mensa per le persone in difficoltà. Siamo l’unica realtà ecclesiale che offre questo servizio quotidianamente a pranzo (per la cena c’è la mensa Caritas di Ortigia) a Siracusa e non lo facciamo perché siamo bravi, ma per portare avanti ciò che ha costruito con sacrifici, pazienza, coraggio e lungimiranza il mio predecessore. A me – prosegue Di Natale – il compito di esserne custode e continuatore. Devo ringraziare i volontari che ogni giorno vengono a preparare i pasti, ma anche i fedeli per le offerte in denaro, oltre ad alcune realtà associative come i “Cavalieri del Santo Sepolcro” e l’Unitalsi. Quest’ultima associazione, proprio ieri ha mandato un giovane a svolgere il servizio civile da noi. Grazie inoltre ai miei colleghi di scuola (Don Di Natale insegna al “Rizza”) per la generosità mostrata nei nostri riguardi e alle aziende private che donano cibo e ci supportano in questa attività che svolgiamo con gioia, perché in ogni nostro fratello bisognoso vediamo il volto di Gesù sofferente. Una volta l’anno inoltre il nostro arcivescovo destina a questa realtà una parte importante dell’8 per mille che la Cei ripartisce tra le 226 Diocesi italiane”.

Dopo una prima fase di rodaggio, basata soprattutto sulla donazione di cibi a lunga conservazione, adesso viene offerto a tutti un pasto caldo con pasta o riso come primo piatto e carne o pesce per secondo (pane e acqua sempre presenti). “Duole osservare – aggiunge il parroco – che oltre a tanti extracomunitari, vengono a prendere il pasto anche sempre più siracusani. Questo significa che la crisi pesa sulle loro tasche anche se a me piace pensare che vengono qui per la qualità del cibo e perché si sentono sempre accolti e voluti bene”. Il servizio prosegue senza soluzione di continuità grazie all’impegno quotidiano di un team ampio, variegato, affiatato e formato da numerose persone di buona volontà che non si arrendono dinnanzi alle difficoltà dell’attuale periodo storico.


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