Cronaca

Siracusa, riapre mostra “Ciclopica”, Sicilia Musei consegna le carte sui due presunti falsi [Video]

SIRACUSA – Il presidente dell’associazione catanese “Sicilia musei“, Gianni Filippini (nella foto, a sinistra) e il curatore della mostra “Ciclopica: la grande scultura internazionale – Da Rodin a Giacometti”, Vincenzo Sanfo (nella foto, a destra), hanno incontrato stamani la stampa per esporre la propria versione dei fatti a seguito della vicenda che ha coinvolto, la scorsa settimana, due opere esposte nei locali dell’ex Convento di San Francesco d’Assisi, oggetto di sequestro probatorio da parte dei carabinieri della sezione Tpc (Tutela patrimonio culturale) perché ritenute dagli investigatori presunti falsi.

Si tratta della scultura in bronzo dal titolo “Nudo in piedi” (datata 1956) e della scultura in bronzo dal titolo “Donna che cammina” (datata 1932-1934) attribuite ad Alberto Giacometti, importante rappresentante del movimento surrealista del ventesimo secolo, entrambe, secondo i militari del Tpc, risultate “copie illegali con firma falsificata, non corrispondenti a quelle presenti nelle edizioni autorizzate”.

Intanto, è stato comunicato che la mostra, nella quale si espongono oltre novanta sculture, sarà aperta nuovamente al pubblico da domani, mercoledì 5 giugno. Ecco le video interviste.

“Sicilia Musei – ha commentato Gianni Filippini, presidente di “Sicilia musei” – ha fornito tutta la documentazione necessaria ed esaustiva per certificare le opere di Giacometti al comando dei carabinieri Tutela patrimonio culturale e artistico. La stessa documentazione è stata messa a disposizione della stampa affinché tutti possano verificare in maniera tangibile che sino ad oggi si è giocato al massacro sparando dichiarazioni allusive prive di alcun fondamento”. In particolare sono stati consegnati agli inquirenti le schede di prestito delle opere, il contratto con “Diffusione Italia” per la fornitura delle opere, le certificazioni di libera circolazione rilasciate dal Ministero per i Beni e le Attività culturali, le certificazioni della ditta di trasporto che testimoniano data e luogo di ritiro e le polizze assicurative stipulate per le opere (4,5 milioni di euro e 3,9 milioni di euro).

Come evidenziato nella lettera del curatore Vincenzo Sanfo a Gianni Filippini, entrambe le opere fanno parte della collezione della “Società Habitare”, che è tra le principali finanziatrici della Fondazione Caponnetto che continua l’opera antimafia del magistrato. Secondo il presidente di “Sicilia Musei”, le opere sono molto conosciute nell’ambiente, essendo state esposte in svariate mostre, sia in Italia che all’estero, tra cui la mostra “Amore Psiche – La Favola dell’anima” del Palazzo Reale di Monza, la mostra “Ispirazioni d’autore Giacometti meets Homini” ospitata al Grattacielo Pirelli – Regione Lombardia – Milano, la mostra “Mater Percorsi Simbolici sulla Maternità” del Palazzo del Governatore a Parma.

“Il danno arrecato alla nostra reputazione – conclude Filippini – è inestimabile come per la Città di Siracusa e per i progetti culturali portati avanti dal sindaco Francesco Italia e dall’assessore Fabio Granata. Non sarà facile ripartire ma noi siamo sicuri della qualità della nostra proposta. Siamo altrettanto sicuri che la Magistratura farà chiarezza in tempi rapidi sui questi fatti che hanno fortemente danneggiato l’immagine di Siracusa”.


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