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Siracusa, Santa Lucia torna in cattedrale. Devozione e commozione per la processione dell’Ottava

SIRACUSA – Una processione lunga, sobria (a tratti come sempre poco ordinata) e con alcuni momenti di grande emozione. Il simulacro di Santa Lucia, uscito dalla chiesa della Borgata alle 16, è rientrato in tarda serata in cattedrale. La sosta al Santuario della Madonna delle Lacrime, con l’omaggio dell’Unitalsi, e quella all’ospedale per la preghiera degli ammalati sono stati due tra i momenti più importanti del lungo pomeriggio dedicato alla Patrona di Siracusa in occasione dell’Ottava.

Dopo la Santa Messa solenne delle 11, celebrata dall’arcivescovo emerito monsignor Salvatore Costanzo, dalle 15,30 le strade della città si sono riempite di fedeli e devoti che hanno accompagnato Santa Lucia nel percorso a ritroso, dalla Borgata in Duomo. Al Santuario della Madonna delle Lacrime, simulacro e reliquie sono state accolte dal rettore don Aurelio Russo che ha tenuto un breve discorso sul valore della santità. Una tappa divenuta importante anche per i volontari dell’Unitalsi e per i malati da loro assistiti poiché, anche questa volta, tramite apposita pedana, è stata data loro la possibilità di “salutare” da vicino la Patrona.

Poi, con il simulacro di Lucia e una copia dell’effige della Madonna posti uno di fronte all’altra, spazio agli inni dedicati a Lucia e Maria e, a seguire, alla musica del cantautore siracusano Fabio Rizza, che ha dedicato una canzone alla Patrona. La sosta all’ospedale “Umberto I” è stato un altro momento particolarmente emozionante con centinaia di ammalati e loro familiari affacciati ai balconi per rendere omaggio a Lucia.

La processione è ripresa percorrendo corso Gelone, dove i berretti verdi hanno ceduto il posto ai vigili del fuoco che hanno portato il simulacro fino al ponte Umbertino. Qui, alle 21,30 tradizionale spettacolo pirotecnico durato una decina di minuti e nuovo cambio di portatori. La folla ha assistito agli splendidi giochi d’artificio, immortalando il momento con i propri dispositivi mobili.

Poi il corteo religioso si è diretto fino alla cattedrale percorrendo piazza Pancali, corso Matteotti e via Roma. Il simulacro è stato adagiato e rinchiuso all’interno della nicchia al grido di “Sarausana jè” e tra la commozione generale.


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