Politica

Siracusa, sciopero degli edili indetto da Feneal, Filca e Fillea

 SIRACUSA – Feneal Filca Fillea, ancora una volta si mobilitano per chiedere più attenzione sul tema della sicurezza e salute sul lavoro a fronte di dati sempre più tragici ed allarmanti su infortuni, morti e malattie professionali.

“Stamani ampia partecipazione degli edili della zona industriale. Adesione al 95%! Molto bassa nei piccoli cantieri , dove il ricatto occupazionale è più forte ed esteso. Siamo nel 2016,eppure scioperare è ancora rischiosissimo. Sarebbe stupidamente cieco  sostenere il contrario !. Per le costruzioni il bilancio provvisorio del 2016 è terribile, con un incremento delle vittime, ai primi di ottobre, di oltre il 27% rispetto al 2015 su base nazionale. A Siracusa vince il drammatico paradosso ! A fronte di un decremento occupazionale del 21% ( passiamo da 4900 addetti a poco piu’ di 4000) , i dati infortunistici complessivi passano da 1672 a 1873 nel 2016, circa il 25% di questi incidenti provengono dall’edilizia, senza contare il lavoro nero , gli infortuni non denunciati e quelli mascherati dal ricatto!” fanno sapere i segretari provinciali  Feneal Filca Fillea Corallo, Gallo e Carnevale, che proseguono “A questo dato drammatico si aggiunge quello relativo alla media di età delle vittime: in particolare è sconcertante il dato degli over 60, più che raddoppiato rispetto allo scorso anno(base nazionale). Siamo in presenza di una vera e propria strage di nonni.” Per i sindacati “occorre intervenire subito, rafforzare controlli e sanzioni, completare l’attuazione del decreto legislativo 81, anche con la costituzione della patente a punti alle imprese.” “Lo sciopero – proseguono – serve a sensibilizzare su un tema che non può più passare in secondo piano e per questo chiediamo azioni precise per contrastare il lavoro irregolare e nero, causa di molti incidenti e di mancata applicazione delle regole. Tra queste è per noi fondamentale ripristinare il Durc ,nella sua formula originaria e passare in breve tempo alla congruità(elemento indispensabile cancellato dal Governo Renzi, grande nemico dei lavoratori), applicare il contratto edile a tutti i lavoratori in cantiere e rafforzare il ruolo degli enti bilaterali che attraverso i responsabili della sicurezza possono svolgere un lavoro indispensabile. Dalle belle certificazioni da incorniciare , si passi anche a fatti concreti!”

“Sul fronte pensionistico – aggiungono in conclusione – per quanto apprezzabile il fatto di aver finalmente individuato l’edilizia come attività usurante, anche grazie ad anni di battaglia del sindacato, non convince affatto   che l’asticella si sia fermata a 63 anni con 30 anni di contributi,come requisito per il pensionamento. Bisogna abbassarla ulteriormente , portando il requisito contributivo a 20 anni di contributi senza altre trappole come quelle ravvisate nella prima bozza rilasciata dal Governo che dimostra furbizia o ignoranza sul tema. In giro non ci facciamo prendere. Siamo andati in piazza , lo scorso anno in Luglio, sotto il sole cocente della capitale, siamo pronti a prendere le tende e stazionare a Palazzo Chigi per rivendicare un principio sacrosanto: non tutte le attività sono ugualmente usuranti!”


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