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Siracusa, siglato protocollo sperimentale anti-dispersione scolastica. Ipotesi decadenza Rdc

SIRACUSA – Un protocollo d’intesa per la prevenzione della dispersione scolastica. A firmarlo questa mattina nell’auditorium dell’ex scuola “Chindemi” di via Algeri sono stati la Prefettura, il Comune, il Tribunale per i minorenni di Catania, la Procura di Siracusa, le Forze di polizia, l’Ufficio scolastico provinciale, l’Inps e l’Associazione nazionale magistrati.

L’intesa mira alla “prevenzione della dispersione scolastica nel comune di Siracusa e alla piena attuazione delle funzioni di tutela dei minorenni o dei giovani adulti destinatari di provvedimenti giudiziari civili e penali”. L’obiettivo è di adottare una strategia comune per la prevenzione della devianza giovanile in maniera tale da rendere efficace la rete di protezione istituzionale e sociale a tutela del diritto di ciascuno alla piena realizzazione.

La prima fase del protocollo chiamato “Allearsi è opportunità” sarà dedicata al monitoraggio delle aree più a rischio, per mettere a disposizione delle scuole presenti sul territorio un apposito sportello che possa intercettare il disagio e svolgere attività di supporto alle famiglie.

“Tra le iniziative – ha reso noto il prefetto Scaduto – la sensibilizzazione dei genitori sull’importanza del corretto adempimento dell’obbligo scolastico dei figli minori, con possibile decadenza, in caso di violazione, del beneficio del reddito di cittadinanza“. Un’ipotesi peraltro annunciata in questi giorni, nei confronti di chi non assolve all’obbligo scolastico, dal ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara in audizione davanti alle commissioni riunite Cultura di Senato e Camera, illustrando linee programmatiche del suo dicastero.

Prima della firma dell’intesa, stamani, sono stati vari i momenti con protagonisti i bambini e gli adolescenti, con canti e esibizioni di scherma. Una spada è stata fatta impugnare anche al prefetto Giusi Scaduto per una breve esibizione di scherma con Roberto Di Bella, presidente del Tribunale per i minorenni di Catania. L’esperimento, che parte da Siracusa, potrebbe gradualmente estendersi anche agli altri comuni della provincia.


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