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Siracusa, sit-in lavoratori sanità: “Meritiamo più attenzione e rispetto”

SIRACUSA – Hanno manifestato simbolicamente davanti all’ospedale “Umberto I” di Siracusa. Chiedono più attenzione da parte delle Istituzioni. Sono i lavoratori della sanità appartenenti alla Funzione pubblica di Cgil, Cisl e Uil, che hanno indetto il sit-in di questa mattina. Non nascondono la loro preoccupazione per un futuro che vedono difficile. Le rivendicazioni sono sempre le stesse: rinnovi contrattuali, sicurezza sul lavoro e assunzioni nei servizi pubblici.

“Siamo qui per esprimere solidarietà a medici e infermieri ma anche – ci dice Franco Nardi, segretario generale della Fp Cgil – per chiedere a Regione e Asp di effettuare nuove assunzioni perché, se continua questo trend, non ci saranno più condizioni sufficienti per garantire cure ai malati di covid e di altre patologie. La sanità non è solo ospedale o pronto soccorso ma anche presenza attività sul territorio poiché tanta gente che ha bisogno di cure è trascurata e lasciata al suo destino”.

Più preoccupate le dichiarazioni di Alda Altamore, segretario generale della Funzione pubblica Uil insieme a Paolo Scimitto. “Non abbiamo imparato proprio nulla – afferma Altamore – Avremmo dovuto far tesoro di quello che è successo, facendoci trovare pronti per la seconda ondata. Adesso la situazione è drammatica per i lavoratori della sanità, alle prese con tante persone che necessitano di cura. In alcuni presidi poi i dpi non sono ancora del tutto sicuri”. In generale comunque i lavoratori del pubblico impiego, a giudizio della sindacalista, non sono messi per nulla bene. “Penso alla polizia locale ma anche a chi presta la propria attività nei servizi sociali. Il pubblico impiego è stato colpito pesantemente dai pensionamenti e non si vede all’orizzonte il ripristino degli organici minimi – sottolinea – Tutto ciò costringe gli impiegati ad un super lavoro con rischi sulla sicurezza. Le Amministrazioni pubbliche continuano ad essere insensibili, non comprendendo che un turno di lavoro massacrante diventa insostenibile per il lavoratore ma può creare disagi anche all’utenza che non riesce ad avere il servizio cui ha diritto”.

Mauro Bonarrigo, responsabile del dipartimento Sanità pubblica della Fp Cisl, di concerto con il segretario generale Daniele Passanisi, ricorda come il contratto di lavoro degli operatori sanitari sia fermo da vent’anni. “Chiediamo al governo nazionale il rinnovo del contratto – dice Bonarrigo – perché le variabili di stipendio e le indennità sono fermi da troppo tempo. Al Governo regionale chiediamo che si adoperi per mettere in atto i provvedimenti per la messa in pagamento dei bonus covid agli operatori sanitari utilizzando i finanziamenti del decreto rilancio e del decreto Cura Italia fermi nelle casse regionali. I lavoratori della sanità non sono eroi, ma persone che hanno necessità di maggior tutela e maggior considerazione. Non li vogliamo fare diventare martiri ma siamo sicuri che sono l’unico baluardo della sanità italiana”.


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