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Siracusa, tribunale affollato nonostante l’emergenza Covid. Nuove misure in vista?

SIRACUSA – Aule affollate e torna a serpeggiare la paura del contagio tra quanti per lavoro ogni giorno frequentano i corridoi di palazzo di Giustizia. Anche se tutti indossano regolarmente le mascherine e all’ingresso viene misurata la temperatura corporea, le udienze vengono svolte in presenza di testimoni e pubblico e non sempre è possibile rispettare il distanziamento sociale (vedi foto di copertina, che ritrae la situazione di ieri mattina nell’aula collegiale, livello 2). Si riscontrano spesso anche casi di assembramento davanti all’ingresso dell’Unep (Ufficio notifiche) del tribunale con capannelli di utenti in attesa del proprio turno.

La percezione del rischio viene acuita dai numerosi casi di positività al Covid registrati in tribunale negli ultimi tempi, non solo tra i legali ma anche tra i dipendenti e i magistrati. Anche un lavoratore dell’asilo nido è rimasto contagiato.

Pertanto si fa largo tra gli avvocati l’ipotesi di chiedere misure più stringenti alla nuova presidente Dorotea Quartararo, ad esempio effettuando le prime udienze e le discussioni in videoconferenza, fissando in presenza quelle dibattimentali con testimoni a orari precisi e da rispettare senza alcun slittamento dei tempi. Al momento solo le udienze camerali del Gup vengono effettuate in videoconferenza, e quindi la proposta sarebbe quella di estendere tale provvedimento anche per le udienze a dibattimento.

Così facendo, dunque, a giudizio di numerosi legali, si ridurrebbe il rischio affollamento in molte aule: il fatto che siano ampie e spaziose, infatti, non azzererebbe il pericolo della diffusione del virus.


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