Cronaca

Tentata estorsione ai danni del deputato regionale Gennuso, scarcerati i tre fratelli Aprile

SIRACUSA – Il Tribunale del Riesame di Catania, in accoglimento della richiesta di annullamento dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Siracusa, ha disposto l’immediata scarcerazione dei fratelli Giuseppe, Giovanni e Claudio Aprile, rispettivamente di 40, 39 e 34 anni, tutti di Portopalo di Capo Passero, tratti in arresto il 23 giugno scorso con l’accusa di tentata estorsione aggravata ai danni del deputato regionale rosolinese Pippo Gennuso, titolare di un’azienda agricola.

I tre fratelli erano stati accusati di aver messo in atto il cosiddetto “cavallo di ritorno“, nel merito di aver rivolto richiesta di pagamento al parlamentare regionale Pippo Gennuso e ai suoi figli Luigi e Riccardo per avere indietro un autocarro Iveco ed un escavatore Bobcat, sottratti da ladri ignoti dai terreni dell’azienda agricola posseduta da Gennuso in contrada San Basilio, nel territorio di Ispica.

L’avvocato Giuseppe Gurrieri, che assiste legalmente i tre fratelli Aprile, spiega: “Secondo i Gennuso, i tre fratelli avrebbero inviato un loro emissario, Midolo Salvatore, per avanzare la richiesta estorsiva, ipotesi questa che veniva da subito smentita dal Midolo, sottoposto agli arresti domiciliari e successivamente anch’egli liberato. Sin da subito emergevano però evidenti discordanze tra le dichiarazioni dei tre Gennuso, discordanze che hanno determinato il Tribunale del Riesame di Catania a ritenere del tutto inattendibili le dichiarazioni del Gennuso Riccardo in merito all’incontro svoltosi con il Midolo, durante il quale sarebbe stata avanzata la richiesta estorsiva. Il Tribunale del Riesame proseguiva poi con l’analisi delle dichiarazioni rese dall’altro figlio dell’onorevole, Luigi, che affermava di avere visto e riconosciuto alla guida del mezzo rubato e di due autovetture che facevano da staffetta proprio i tre fratelli Aprile”.

Ma i giudici del Riesame hanno ritenuto che “parimenti poco attendibili risultano le dichiarazioni rese da Gennuso Luigi con riferimento a quanto accaduto la sera tra il 30 ed il 31 maggio u.s.”, concludendo sul punto che “le circostanze in cui sarebbe avvenuto il riconoscimento (nottetempo lungo una strada priva di illuminazione tra due veicoli che viaggiano in direzioni contrapposte a fari accesi e che quindi si incrociano per una frazione temporale molto limitata) inducono a dubitare della effettiva possibilità dello stesso”.

Pertanto il Tribunale del Riesame ha disposto “l’annullamento dell’ordinanza impugnata e ordinato la immediata scarcerazione degli indagati Aprile Giuseppe, Giovanni e Claudio”.


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