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Tutto pronto per il tour regionale “la mafia è un’idea”

la mafia è un'ideaTre attori sul palco, un musicista che accompagna il pubblico in una storia dai contorni sempre attuali. Una storia coinvolgente che ha convinto il regista e attore Massimo Tuccitto a inaugurare “La mafia è un’idea Sicilian tour” che partirà da Siracusa, quindi Catania, Palermo, Ragusa, Modica, Acireale e grande festa finale al ritorno a Siracusa.
Lo spettacolo teatrale “La mafia è un’idea” è ispirato alla rivista di Pippo Fava “I Siciliani”, fondata nel 1982. “È un dovere morale – dice Massimo Tuccitto, scrittore e direttore della piéce teatrale – far conoscere alle nuove generazioni questa fetta di storia della nostra terra. Gli scritti di Pippo Fava trasudano ironia gentile e netta, in altri casi serietà ed in altri ancora addirittura farsa; questo è lo stile che lo spettacolo vuole proporre: una visione della mafia non più intesa come imponente sovrastruttura che ci ‘governa’ direttamente e indirettamente, ma come quello che rappresenta realmente, vale a dire, un’espressione dell’inesperienza, della fame e del grottesco tentativo di identificarsi, di una parte del popolo siciliano, in qualcosa che apparentemente sembra possa garantire benessere”.
Lo spettacolo, progettato per una durata di 90 minuti, che si connota nel teatro della narrazione, non intende cercare consensi o mutare le opinioni della gente, ma mira a creare un dibattito su una storia di coraggio e dedizione alla cultura della legalità. La piéce teatrale, quest’anno sarà pregiata dalla presenza di Giuseppe Mangiafico in alcune date. L’imprenditore siciliano, appassionato da sempre di teatro, ha avuto il coraggio di denunciare le ritorsioni mafiose subite e per otto anni ha vissuto sotto scorta. La sua testimonianza non potrà che arricchire l’esibizione teatrale. “Pensiamo di poter essere d’esempio – racconta ancora Tuccitto – per quanti condividono il nostro pensiero, ma non hanno il coraggio di dargli voce pubblicamente. Perché la mafia non si deve più accostare al popolo siciliano”.

Venerdì 6 marzo l’esordio al cineteatro Aurora a Belvedere (Siracusa) a partire dalle 21, poi tappa a Catania al Glamour (mercoledì 11 marzo), al teatro Coppola (il 13, 14 e 15 marzo), e al teatro Tezzano (venerdì 21 marzo). Quindi a Palermo il 27 e 28 marzo al teatro del Mediterraneo, a Ragusa il 2 e 4 aprile al Piccolo teatro del Mercato e l’11 aprile all’Accademia della Bellezza. Il tour proseguirà al Piccolo Palcoscenico di Modica il 12 aprile, al Mistero Buffo di Acireale sabato 18 aprile e si concluderà al Moon di Siracusa domenica 19 aprile con inizio alle 22,30.

Il cast:
Laura Giordani
Luigi Maria Rausa
Massimo Tuccitto
Musiche dal vivo
Mimmo Aiola
Assistente alla regia
Marco Castellani
Grafica
Andrea Schiavone, Eleonora Mazzurco
Fotografia
Giancarlo Bello

NOTA STORICA
La parola “mafia” fece la sua comparsa prima nel dialetto siciliano e poi nella lingua italiana intorno alla metà dell’800. Indicava una rete di associazioni legate da stretti vincoli gerarchici e da un codice d’onore fondato sull’omertà. Queste associazioni si caratterizzarono ben presto per la pratica di violenza e intimidazione al fine di trarre vantaggi e guadagni. Storicamente le radici di questo fenomeno sono state individuate nella Sicilia semifeudale del ‘700 – ‘800. Dopo l’Unità d’Italia l’associazionismo mafioso si estese e si rafforzò, ma fu soprattutto dopo il 1983, anno dell’assassinio di Emanuele Notarbartolo e del relativo processo giuridico, che il fenomeno mafioso assunse rilevanza nazionale svelando anche i suoi intrecci con la politica italiana. Durante il regime fascista la mafia fu colpita, ma non del tutto estirpata, motivo per cui, quando negli anni ’40 gli esponenti della mafia italo-americana sbarcarono nuovamente in Sicilia, la rete fu rapidamente e nuovamente ricostruita. Ancora oggi, nonostante le numerose vittorie contro la mafia, basti pensare all’arresto di Salvatore Riina e Bernardo Provenzano, è opinione pubblica molto diffusa, accostare il termine “mafia” al popolo siciliano.


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