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Ucraina, va dal sindaco di Priolo per i congiunti che fuggono dalle bombe. Ipotesi Palaenichem

PRIOLO GARGALLO – L’incontro è fissato per questo giovedì mattina. Il sindaco di Priolo, Pippo Gianni (nella foto di repertorio) riceverà nel suo ufficio un giovane augustano, sposato con una cittadina ucraina, il quale si è rivolto a lui affinché il Comune possa trovare il modo di ospitare alcuni profughi. “I parenti della signora – riferisce il primo cittadino – sono in Ucraina, nascosti nei sotterranei per sfuggire alle bombe. Dopo l’appello all’accoglienza che ho lanciato nei giorni scorsi, il marito ha chiesto il mio aiuto. Sto cercando di capire, con gli assessori della mia giunta e i dirigenti, come possiamo muoverci ma di certo non mancherà il nostro aiuto”.

L’idea è quella di ospitare almeno una decina di famiglie ucraine negli alloggi della foresteria dell’ex Palaenichem di contrada San Focà. Quei locali non sono del Comune. “Erano di un privato e – ricorda Gianni – dopo che è stato dichiarato il fallimento della sua società, sono stati acquisiti dal tribunale che ha nominato un commissario. Noi chiederemo l’autorizzazione per una gestione provvisoria, utilizzandoli per dare ospitalità a questi profughi, dando vita così a quel modello di solidarietà concreta che contraddistingue la nostra azione amministrativa verso chiunque abbia bisogno del nostro sostegno e del nostro impegno”.

In passato la struttura è stata punto di riferimento di extracomunitari sbarcati sulle coste siciliane. Può ospitare una cinquantina di persone e potrebbe essere il luogo ideale, a giudizio di Gianni, per accogliere temporaneamente chi scappa dall’invasione militare russa. “Sarei veramente felice – sottolinea il sindaco di Priolo – di aiutare alcuni ucraini in fuga dal loro Paese, così come stanno facendo in altri comuni italiani dopo l’appello che ho lanciato al presidente nazionale dell’Anci (Associazione nazionale comuni italiani, ndr) Antonio Decaro e a quello regionale Leoluca Orlando. Mi auguro che questa stupida guerra finisca al più presto perché il mondo è già in lotta con la natura (il riferimento è al Covid ma anche alle calamità naturali, ndr) e non c’era proprio bisogno di un altro conflitto che provocherà soltanto lutti e sofferenze”.


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