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Zona industriale, blocchi e proteste dei lavoratori. Bivona (Confindustria): “Situazione fuori controllo, seriamente preoccupati per futuro”

SIRACUSA – Nella zona industriale è aumentato il numero dei blocchi di varchi e portinerie, con la giornata del 30 maggio che ha visto lunghe colonne di autobotti dover sostare lungo la ex statale 114, a seguito dell’aggiungersi della protesta dei lavoratori ex “Revisud” a quella già in corso dei lavoratori della “Set impianti”.

Confindustria Siracusa auspica che, con la mediazione delle istituzioni preposte, la complessa situazione che coinvolge i lavoratori della “Set impianti” possa essere “risolta con senso di responsabilità da parte di tutti, per ripristinare nell’area industriale le condizioni di legalità, senza le quali è a forte rischio la sicurezza degli impianti delle aziende, interessate da blocchi che dal 15 maggio impediscono di effettuare persino l’ordinaria manutenzione”.

“È una situazione ormai fuori controllo – dichiara il presidente di Confindustria Siracusa, Diego Bivona – e siamo seriamente preoccupati per il futuro dell’intera zona industriale. Qualcuno si è chiesto perché le aziende non programmano nuovi investimenti o mettono in vendita le unità produttive? Altro che chiedere o peggio pretendere certezze di più occupazione e più sicurezza, dobbiamo tutti fare la nostra sua parte fino in fondo piuttosto che esprimere giudizi sui comportamenti degli altri. Le nostre aziende sono pronte e disponibili a discutere i propri comportamenti, ma in un contesto di rispetto di regole di legalità di tutti gli attori: è quello che nei giorni scorsi abbiamo chiesto al Prefetto. È un sistema senza regole in cui si radicalizza ogni azione. Quanto successo con Set, che peraltro non è un’azienda associata a Confindustria, è un esempio evidente, l’ennesimo. Una società in amministrazione giudiziaria, confiscata dal Tribunale di Catania e dichiarata fallita dal Tribunale di Siracusa. In questa vicenda le committenti non hanno alcuna responsabilità ed invece stanno subendo i blocchi del personale della Set. Bloccare le attività con una escalation che dura ormai da settimane sembra essere l’unica risposta nell’ottica del “tanto peggio tanto meglio””.

“Una situazione delicata che richiede che ciascuno degli attori svolga con responsabilità il proprio ruolo – conclude Bivona – Siamo sicuri che quanto espresso pubblicamente dalle organizzazioni sindacali firmatarie del “Patto di responsabilità sociale” nel corso del recente convegno pubblico si traduca in fatti e in comportamenti, nell’interesse delle imprese, dei lavoratori e dello sviluppo economico del nostro territorio”.


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