Politica

Canicattini Bagni, il “padre” del Rosatellum nell’aula consiliare, protesta del meetup 5 stelle

CANICATTINI BAGNI – Proteste, questa mattina, davanti alla sede dell’aula consiliare di Canicattini Bagni. La contestazione è stata organizzata dal “meetup 5 stelle” locale, che ha presidiato la zona di via Principessa Iolanda, proprio all’ingresso della sede del civico consesso, dove nel frattempo si stava svolgendo la presentazione della candidatura all’Ars nella lista del Pd di Paolo Amenta.

Motivo dell’iniziativa la presenza nell’aula di Ettore Rosato, capogruppo Pd alla Camera e in particolare colui che ha dato il nome al nuovo discusso disegno di legge elettorale, il Rosatellum bis.

“I diritti non cadono dal cielo. Nessuno regala niente in questo Paese così pieno di melma. I diritti ce li dobbiamo andare a prendere – questo il contenuto del volantino diffuso questa mattina dal meetup pentastellato attraverso un gazebo in piazza XX Settembre prima e con la successiva protesta in via Principessa Iolanda poi -. Lo si può fare in tanti posti. Tutti coloro che sono stanchi di subire e di vedere fette di sovranità popolare che vengono cancellate, non hanno solo il diritto di manifestare, hanno il dovere di farlo. Noi siamo stanchi di chi si lamenta e basta. Siamo stanchi di chi è capace di scendere in piazza solo per contestare la nazionale di calcio. Costoro sono i migliori alleati del sistema. Chi dice “tanto non cambia nulla” lo dice perché lui non ha alcuna forza di cambiare. Per fortuna c’è chi ha questa forza. Ecco perché siamo scesi in piazza, con ardore e intelligenza, con indignazione e non violenza. E ognuno di noi ha un ruolo fondamentale: quello di spiegare cosa stia accadendo. Il popolo ha il sacrosanto diritto di scegliersi i parlamentari. Sapete perché negli ultimi anni il Parlamento ha approvato per lo più leggi schifose? Perché i parlamentari non rispondono al popolo che di fatto non li elegge, ma ai partiti che li nominano. E i partiti, a loro volta, dipendono dai loro finanziatori. Questa è democrazia? Siamo in tempo per fermarli ma dipende da ognuno di noi. Al di là della propria appartenenza politica. Noi siamo scesi sempre in piazza anche a costo di beccarci qualche fischio. Perché quello per cui ci stiamo battendo conta molto di più. E chi dice che questa sia retorica è il primo che ha già mollato. Il primo che si accontenta”.


In alto