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Crisi economica in Sicilia dopo il coronavirus: i numeri delle perdite

La crisi economica che ha colpito in seguito al lockdown imposto per arginare i contagi da coronavirus ha riguardato tutto il Paese, da Nord a Sud. Anche in Sicilia, proprio a causa delle restrizioni forzate, si registrano perdite di fatturato con media anche del 20%. Gli ultimi dati a disposizione mettono in evidenza un crollo del PIL regionale di quasi 8 punti. La situazione non appare affatto promettente, perché la Sicilia, con le sue province, esce dalla fase più acuta dell’emergenza sanitaria con molti problemi dal punto di vista economico. Ma esaminiamo la situazione più dettagliatamente, facendo riferimento anche ad alcune province, fra le quali Siracusa sembra proprio che sia fra le migliori in termini di tenuta economica.

  • I numeri delle perdite economiche in seguito al lockdown in Sicilia

La diffusione dell’epidemia di coronavirus e il lockdown hanno proposto anche un cambio delle abitudini dei siciliani, i quali hanno trovato anche dei nuovi modi per cercare di far fruttare al massimo i loro risparmi. Da questo punto di vista il trading online si è rivelato un punto di riferimento, specialmente grazie al fatto che gli utenti hanno potuto agire direttamente da casa, utilizzando il PC o lo smartphone.

D’altronde molti hanno pensato che era meglio correre ai ripari, di fronte ad una situazione per nulla promettente dal punto di vista economico.

Il servizio statistica della Regione siciliana a questo proposito ha dato delle rielaborazioni molto significative. In Sicilia la chiusura delle attività economiche ha riguardato il 44,2%. Si è avuta una conseguente riduzione del 37,1% degli addetti e, per quanto riguarda le attività economiche esaminate, si è avuta una diminuzione del 32,8% del fatturato. In un mese si calcola una perdita di 2,8 miliardi.

  • La situazione nelle province siciliane

Si tratta di numeri che fanno sicuramente riflettere, soprattutto se la situazione viene rapportata al contesto locale delle varie province siciliane. Nell’isola la provincia che ha sofferto di più è stata Messina, con una percentuale in diminuzione di fatturato pari almeno al 20,1%.

Non buona la situazione nemmeno nelle altre province siciliane. Infatti per esempio, in termini di diminuzione del fatturato, Palermo ha registrato un -17,7%, Trapani -19,3%, Catania -19,8%, Agrigento -19,6%, Enna -19,9%, Caltanissetta -19,7% e Ragusa -19,2%. La provincia in un minor stato di sofferenza in Sicilia è stata Siracusa, con perdite di -13,7%.

  • Aumentano le richieste di finanziamenti

Di fronte ad una situazione economica che appare piuttosto difficoltosa, in Sicilia sono aumentate le richieste di finanziamenti. Molti gestori di attività economiche hanno dovuto fare i conti con il peso dei pagamenti, che in questo periodo di lockdown sono stati particolarmente impegnativi.

In questo senso bisogna pensare per esempio alla grande crisi che ha colpito soprattutto il settore del turismo, che da sempre nell’isola ha rappresentato un punto di riferimento importante per l’economia.

Ecco perché soprattutto aumentano le richieste da parte dei siciliani per ottenere finanziamenti, specialmente relativamente ai contributi a fondo perduto. L’Agenzia delle Entrate a questo proposito ha fornito dei dati davvero rilevanti, perché sono state quasi 80.000 le richieste di accesso ai contributi a fondo perduto presentate dai contribuenti siciliani.

Per far fronte alle richieste sono stati erogati circa 157 milioni di euro. Le prospettive per il futuro non sono molto invitanti. Infatti bisognerà vedere quale sarà l’andamento epidemiologico degli ultimi mesi, per poter stabilire se ci siano le condizioni necessarie per poter riavviare alcuni settori importanti nell’economia siciliana.

In presenza di nuove eventuali restrizioni dovute ad un aumento dei contagi la situazione potrebbe anche non migliorare, creando ulteriori difficoltà ai contribuenti che vivono in Sicilia. La situazione di incertezza di certo non favorisce nemmeno essa la stabilità.


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