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Intervista all’allievo ufficiale siracusano Morosini: addestrarsi su un cacciatorpediniere, vivere sul mare

AUGUSTA – Lo scorso 24 agosto è entrato nel porto di Augusta il cacciatorpediniere “Luigi Durand De La Penne”, al comando del capitano di vascello Fabrizio Rutteri, rimanendovi fino al 26 agosto per una breve sosta logistica successiva all’incarico di flagship dell’operazione “Mare Sicuro”. A bordo della nave della Marina militare italiana gli allievi ufficiale seconda classe dell’Accademia di Livorno, destinatari della campagna d’istruzione partita da Taranto l’11 agosto e che terminerà, insieme alle altre unità navali impegnate, nel porto livornese il prossimo 23 settembre.

Tra gli allievi ufficiali seconda classe, c’è anche il ventiquattrenne siracusano Giovanni Morosini, nato e cresciuto col mare davanti agli occhi e, considerato il suo percorso di vita, nella testa. Dopo aver frequentato il Liceo scientifico “Luigi Einaudi” nella sua città, dove ha conseguito la maturità scientifica, ha scelto l’avventura dell’Accademia navale di Livorno.

Che cosa l’ha spinta a entrare nella Marina militare?

Vivendo in una terra ricca di antiche tradizioni marinaresche, in cui il mare è la realtà principale, non ho mai immaginato il mio futuro lontano da esso. Fin da piccolo avvertivo il desiderio e un grande interesse per questo stile di vita. Crescendo l’interesse è divenuto passione e una scelta consapevole. Credo che gran parte del merito sia da attribuire alla mia famiglia, che da sempre mi ha sostenuto nell’affrontare le piccole sfide quotidiane che la vita mi poneva davanti e che mi ha educato secondo valori morali quali il rispetto, l’onestà e il senso di appartenenza. A quest’ultimo, col tempo, ho attribuito un significato più ampio e collettivo, avvertendo un forte senso di appartenenza allo Stato come suo cittadino. Questo mi ha portato a considerare effettivamente l’idea di potermi mettere al servizio di Esso, per la difesa del territorio e la salvaguardia delle istituzioni e degli interessi nazionali. La Marina, oltre a darmi questa possibilità, mi assicura un’eccellente preparazione sia da un punto di vista culturale sia da un punto di vista fisico-sportivo, con un iter formativo che si sviluppa a 360 gradi. Le sue antiche e nobili tradizioni e la voglia di indossare le stellette mi hanno sempre spinto a intraprendere questa consapevole scelta di vita“.

Quali insegnamenti ha ricavato o sta ricavando da quest’esperienza?

Innanzitutto la capacità di mettersi in gioco. Non è semplice, inoltre, stare lontano dai propri affetti e non è certamente da tutti reggere i ritmi serrati che scandiscono la nostra giornata a bordo di una nave durante la campagna addestrativa. Il segreto sta nella passione e nella voglia di migliorare, giorno dopo giorno“.

L’esperienza che sta vivendo, secondo lei, è da consigliare ai suoi coetanei?

La Marina militare e nello specifico l’Accademia navale mi hanno regalato in questi pochi anni di servizio tante emozioni e sensazioni uniche. Ammetto che questa scelta di vita implichi non pochi sacrifici, ma gli stessi passano in secondo piano rispetto alle soddisfazioni che si provano quotidianamente“.

Può spiegare ai nostri lettori che cosa significa svolgere questo servizio su una nave come il “Durand De La Penne”? E perché viene definita “Nave grigia”?

“Nave grigia” è la denominazione comune che viene attribuita alle navi munite di armamenti, in modo da potersi meglio confondere con l’ambiente circostante; ci sono anche unità della Marina di colore bianco, impiegate in campo scientifico e idro-oceanografico. La Campagna addestrativa a bordo di nave “Luigi Durand De La Penne” ci permette di mettere in pratica quanto appreso durante l’anno accademico: la preparazione di un marinaio, prima, e di un ufficiale poi, può essere completata solo attraverso l’imbarco a bordo delle unità della Marina militare. Attualmente siamo divisi su tre squadre assicurando un servizio di guardia durante il corso di tutta la giornata: ciò comporta ritmi sostenuti ma la voglia di conoscere e migliorarsi ci sprona a raggiungere tutti gli obiettivi che ci vengono assegnati“.

La rotta della campagna addestrativa in cui si è immerso il giovane allievo ufficiale augustano Iocca, una volta lasciata la rada megarese, prevede di toccare i porti del Pireo (Grecia), Odessa (Ucraina), Varna (Bulgaria) e Aksaz (Turchia), prima di rientrare al porto di Livorno.


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