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Lentini, intitolata la sala riunioni del commissariato a Carmelo Rao e Salvatore Reina

LENTINI – Questo pomeriggio, al Commissariato di P.S. di Lentini, si è tenuta la cerimonia di intitolazione della sala riunioni del Commissariato alle guardie di PS Carmelo Rao e Salvatore Reina. Alla cerimonia è intervenuto il prefetto Filippo Dispenza, direttore centrale per gli Affari generali della Polizia di Stato, in rappresentanza del capo della Polizia prefetto Franco Gabrielli.

Rao e Reina, entrambi in servizio presso il Commissariato di P.S. di Lentini, nella mattinata del 4 maggio del 1965, avuta notizia di una lite tra i fratelli Carmelo e Pietro Camerata, si recavano presso l’abitazione del primo al fine di prestagli assistenza per via delle lesioni già causategli dal fratello Pietro in un primo scontro. Proprio in quel momento il Camerata Pietro ritornava armato di fucile.

Il tragico epilogo della vicenda viene così raccontato nel rapporto giudiziario di denuncia e arresto a carico di Camerata Pietro, redatto il 7 maggio 1965 dall’allora dirigente del Commissariato di Lentini, Giorgio Ricciardi: “Le guardie, nonostante avessero visto il Camerata Pietro, armato di fucile, fermo sopra la motoretta in mezzo alla strada, gli si avvicinarono in atteggiamento pacifico e, anche quando si accorgevano che lo stesso imbracciava il fucile per puntarlo contro di loro, continuavano ugualmente ad avanzare, rinnovando l’invito alla calma, che rinforzavano con analogo gesto della mano destra alzata in aria. Era fin troppo evidente l’atteggiamento pacifico delle Guardie e che la loro intenzione era unicamente quella di comporre bonariamente la vertenza tra i due fratelli. Senza motivo e ragione alcuna per agire in tal senso, il Camerata Pietro dava l’ordine perentorio di allontanarsi. Poiché il dovere imponeva loro di continuare nell’azione pacifica iniziata, le due Guardie, per nulla intimidite dalle minacce, che certamente ritenevano esagerate, continuavano ad avanzare verso il Camerata Pietro che si trovava ormai a pochi passi col fucile spianato. All’improvviso, gli astanti ed i testimoni vedevano il Camerata Pietro puntare l’arma contro la Guardia Reina e, senza causale alcuna, esplodeva un primo colpo contro la stessa che veniva attinta alla regione latero cervicale sinistra, facendola stramazzare a terra in una pozza di sangue. Quasi contemporaneamente, il Camerata Pietro esplodeva il secondo colpo contro la guardia Rao, attingendola alla regione latero cervicale destra e al viso mentre la stessa al primo sparo, invece di difendere la propria vita, si preoccupava, in un atteggiamento paterno, di far scudo col proprio corpo ai piccoli Siena Roberto di Gaetano, di anni 4 e un altro bimbo, rimasto sconosciuto che, ignari, erano intenti a giocare sulla pubblica via”.

La barbara uccisione delle due guardie di P.S., entrambi trentaduenni, è ancora oggi ricordata a Lentini sempre con estremo affetto e sentita commozione. Si ricorda che, con decreto del Presidente della Repubblica fu conferita alla memoria di Salvatore Reina la medaglia d’argento e a quella di Carmelo Rao, la medaglia d’oro al valor civile, per il fulgido esempio di incondizionata dedizione al dovere, spinta, per entrambi, fino all’estremo sacrificio della vita.


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