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Difesa Esteri Sicurezza

Previsto in tre fasi il recupero del peschereccio affondato lo scorso anno

palombaro

Il contratto per il recupero del relitto è stato stipulato tra il Ministero della Difesa MARINA MILITARE Centro di Responsabilità Amministrativa Ufficio Generale con la Società “I.D.MC. Impresub – Diving and Marine Contractor S.r.l.” in data 16 Settembre 2015. La IMPRESUB di Trento è l’azienda che ha effettuato, tra gli altri, il recupero del relitto della nave albanese “Kater I Rades” affondata nel 1997 in Adriatico su un fondale di circa 800 mt.

1^ Fase.

Le operazioni della prima fase di rilocalizzazione ed ispezione tecnica del relitto sono iniziate il 28 settembre 2015 e si sono concluse il 17 ottobre 2015.

La Società ha effettuato un’accurata ispezione sia del relitto che del fondale circostante, mediante veicoli subacquei filoguidati (ROV) dotati di telecamere ad alta risoluzione e sistemi di rilevamento sonar e fotogrammetrico, al fine di acquisirne le caratteristiche dimensionali, costruttive, e lo stato in cui si trova sul fondo. Contestualmente con sistemi ‘multibeam’ è stata rilevata la bati-morfologia dell’area, mentre la natura del fondale tramite carotaggi a gravità. A seguito della elaborazione elettronica dei dati e delle immagini raccolte sono state determinate le dimensioni dello scafo e ne è stato ricostruito un modello tridimensionale utilizzato successivamente per la progettazione dei sistemi e del Modulo di Recupero (MdR).

2^Fase.

La fase di progettazione e costruzione di sistemi di recupero è iniziata il 26 ottobre 2015 e si è conclusa il 24 dicembre 2015. In base ai dati dimensionali raccolti ed elaborati durante la fase 1 gli ingegneri della IMPRESUB hanno progettato un “Modulo di Recupero” (MdR) costituito da una struttura metallica tubolare rettangolare, dotata di quattro marre azionate idraulicamente (preposte a bloccare il relitto) da calare sul fondo da una unità navale opportunamente attrezzata. Il progetto prevede che il Modulo di Recupero, venga sospeso ad una imponente struttura di sollevamento, installata a poppa della nave di supporto. L’MdR in definitiva costituisce un ROV vero e proprio, in quanto è dotato ai suoi vertici di quattro eliche di manovra, di sei telecamere subacquee, di girobussola e sistemi di controllo della sua posizione, assetto e distanza dal fondo; esso sarà calato sul relitto tramite otto appositi martinetti idraulici posizionati sui bracci di sospendita della struttura di cui sopra, realizzata dalla Fagioli di Reggio Emilia e quindi centrato sullo stesso grazie all’ausilio delle eliche di manovra dell’MdR e del sistema di Posizionamento Dinamico della nave. La ditta IMPRESUB, titolare del contratto e del progetto, ha coinvolto in questa importante operazione esclusivamente ditte e fornitori italiani.

3^ Fase.

La terza fase è iniziata il 21 marzo 2016 con l’approntamento della nave di supporto ‘Ievoli Ivory’ scelta dalla IMPRESUB per le sue caratteristiche idonee allo scopo. Sulla poppa della nave sono state montate quattro torri destinate a sostenere due traverse di sospendita destinate a sostenere il Modulo di Recupero e quindi il relitto.

Terminati i collaudi di stabilità della nave e di sovraccarico con la supervisione del Registro italiano navale (R.I.N.A.), il 19 aprile 2016 la ‘Ievoli Ivory’ ha iniziato il trasferimento verso il punto del recupero.

Le operazioni subacquee sul relitto hanno avuto inizio il 27 aprile scorso, con una serie di attività preparatorie. Prima di poter iniziare l’operazione di recupero vero e proprio con il MdR, si è reso necessario effettuare degli interventi con il ROV, dotato questa volta di manipolatori idraulici e particolari attrezzi da taglio, per la rimozione di cime e cavi, nonché di alcune sovrastrutture metalliche che sarebbero state di ostacolo alle manovre dell’MdR. Durante questo periodo, attualmente ancora in corso, sono state anche recuperate alcune salme che si trovavano ancora adagiate sulla coperta del barcone.

Le operazioni di recupero con il Modulo possono essere effettuate solo con mare non superiore a forza 3. Tenuto conto che l’MdR per raggiungere il fondo impiegherà circa 20 ore, si stima che dal momento in cui inizierà la sua immersione saranno necessarie circa 50 ore affinché il relitto possa tornare in superficie, e quindi occorreranno almeno tre giorni consecutivi di condizioni favorevoli per poter portare a termine l’operazione.

Una volta recuperati, il relitto ed il Modulo verranno depositati su di un pontone per il successivo trasporto verso il porto di Augusta.


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