Cronaca

Rosolini, indagati e arrestati un dipendente comunale e un gioielliere

ROSOLINI – Nel corso della mattinata odierna, i Carabinieri della Stazione di Rosolini hanno dato esecuzione a due provvedimenti cautelari emessi dal Gip di Siracusa, su richiesta della Procura della Repubblica, che ha concordato con le risultanze investigative dei militari, per le ipotesi di reato di estorsione e tentata violenza privata, commesse a Rosolini tra settembre e ottobre dello scorso anno, in danno di un imprenditore quarantenne del luogo.

Nello specifico, Raimondo Gennaro, dipendente comunale classe 1964, è stato tratto in arresto in quanto destinatario dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere, mentre Salvatore Rizza, gioielliere classe 1959, è stato sottoposto alla misura degli arresti domiciliari presso la propria abitazione.

I Carabinieri della Stazione di Rosolini, in stretta sinergia con il sostituto procuratore della Repubblica Margherita Brianese e sotto la direzione del procuratore capo Francesco Paolo Giordano, attraverso un’articolata attività info-investigativa hanno raccolto una serie di indizi a carico dei due indagati.

Secondo quanto reso noto dai militari, l’indagine trae origine allorquando nel settembre 2016 un imprenditore locale si rivolse ai Carabinieri della Stazione di Rosolini perché vittima di minacce dal contenuto estorsivo, accusando quindi i due soggetti, che a più riprese gli avrebbero chiesto un orologio Rolex di ingente valore.

Per quanto emerso nel corso delle indagini, la richiesta di dazione del prezioso orologio avanzata dal Gennaro sarebbe stata da intendere quale “risarcimento” in relazione ad un fatto interpretato come “danno” dal dipendente comunale, ossia di essere stato indicato come testimone per la difesa processuale di un imputato in un altro procedimento penale per estorsione ai danni della medesima vittima.

Nel pomeriggio del 18 ottobre scorso, l’imprenditore, insieme al Rizza, si è recato in una nota gioielleria di Ragusa, dove ha acquistato l’orologio Rolex, per la somma di 5.500 euro, consegnato poi al Rizza, che del Gennaro è cognato. L’acquisto è stato documentato dai militari della Stazione Carabinieri di Rosolini con riprese video e con l’ausilio delle intercettazioni audio poste in essere dalla persona offesa dal presunto reato, su input dei Carabinieri.

Espletate le formalità di rito, il Gennaro è stato tradotto presso la Casa circondariale di Siracusa, mentre il Rizza è stato ristretto in regime di arresti domiciliari presso la sua abitazione a disposizione dell’Autorità giudiziaria.

(foto di repertorio)


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