News

Sbarchi in Sicilia, Musumeci risponde a Lamorgese: “Richiesta stato di emergenza non per suggestione ma per i numeri”

PALERMO – “Dichiarare lo stato di emergenza non è una richiesta ideologica o improntata a uno scontro tra Stato e Regione (oggi più che mai dannosa). Vuol dire semplicemente prendere atto della realtà e provare a dare un segnale forte, soprattutto a quel sistema di istituzioni comunitarie che non riesce e non vuole affrontare in modo compatto e autorevole il rapporto con il Sud del mondo. Fingendo di non capire che di quel Sud la Sicilia è la porta”. Così il presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci (nella foto di repertorio, ndr), tornando ancora una volta sulla questione sbarchi, risponde a distanza al ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese.

I numeri ufficiali sui migranti sbarcati dall’1 gennaio a questa mattina, 9 agosto, in Italia, la stragrande maggioranza in Sicilia, dicono di un trend in netto aumento con 31.777 sbarchi (24 per cento dichiaratisi provenienti dalla Tunisia, 15 per cento dal Bangladesh), a fronte di 14.832 nel medesimo periodo del 2020 e 4.075 del 2019.

“Secondo il ministro Lamorgese in Sicilia non c’è emergenza – afferma il governatore – perché i migranti che arrivano vengono trasferiti dall’Isola, dopo la quarantena fatta su quelle navi che, va ricordato, lo scorso anno proprio io ho proposto di approntare. A differenza del ministro, continuo a ritenere necessaria la dichiarazione dello “stato di emergenza” perché la condizione è questa. Non per una mia suggestione, ma per il numero complessivo dei migranti sbarcati, per la condizione sanitaria determinata dal Covid-19, per la gestione pre e post quarantena degli arrivi, per l’impatto che esercita sul tessuto socio-economico”.

L’intervento di Musumeci arriva nel tardo pomeriggio dopo che, a Torino ai giornalisti che le chiedevano parere in merito alla proposta del governatore, il ministro Lamorgese rispondeva: “L’emergenza ci sarebbe se restassero tutti in Sicilia. Cosa che non avviene perché dopo il periodo di quarantena sulle navi vengono distribuiti sul territorio”. La titolare del Viminale ha inoltre affermato che la scelta di predisporre delle navi per i controlli sanitari “è stata positiva”, facendo altresì presente che “molti degli sbarchi sono autonomi e non possiamo fermarli”.


In alto