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Siracusa, 19 luglio, commemorati Borsellino e la sua scorta dinanzi al tribunale

SIRACUSA – Nella serata di ieri, 19 luglio, dinanzi alla ringhiera che cinge il Tribunale di viale Santa Panagia, una settantina di cittadini si è riunita per ricordare il magistrato Paolo Borsellino e i cinque agenti della scorta caduti ventinove anni fa nella strage mafiosa di via D’Amelio, segnatamente Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Vincenzo Li Muli, Emanuela Loi e Claudio Traina.

Sono stati diffusi tramite un altoparlante due significativi interventi di Borsellino sulla lotta alla mafia e poi si è data lettura di alcune sue frasi passate alla storia. Infine è stata apposta sulla ringhiera del palazzo di giustizia aretuseo una corona di fiori in ricordo del magistrato e degli agenti della scorta.

L’iniziativa in forma statica e distanziata, per evitare assembramenti, è stata promossa da Paolo Cavallaro, nella veste di responsabile provinciale dell’associazione culturale “Italiavvenire“. Tra le personalità siracusane della politica e delle professioni, presenti Salvo Cilio, Michele Mangiafico, Ezechia Paolo Reale.

“Una buona partecipazione, terminata con un lungo applauso in ricordo di Paolo Borsellino – commenta Paolo Cavallaro in una nota a margine – Ci auguriamo che la libertà e l’anelito verso la giustizia prevalgano sempre sulla rassegnazione e sull’indifferenza, che Antonio Gramsci in uno scritto del 1917 definì “il peso morto della storia”. Dobbiamo impegnarci tutti, facendo ognuno la propria parte nell’affermazione quotidiana della legalità, rifuggendo il puzzo del compromesso morale di cui parlava Paolo Borsellino – conclude l’avvocato siracusano – Paolo vive, perché continua sulle nostre gambe l’idea di una società migliore, dove avere un lavoro sia un diritto realizzabile e la libertà un diritto concreto”.


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