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Siracusa, l’arcivescovo Lomanto al tradizionale scambio di auguri con la stampa. “Disagio diventi motivo di riscatto”

SIRACUSA – Il pane come offerta di condivisione e messaggio di vicinanza a chi vive momento di particolare difficoltà. Anche quest’anno si è ripetuto il gesto simbolico della consegna del pane al neo arcivescovo Francesco Lomanto (nella foto di repertorio, ndr) da parte del presidente dell’Ucsi (Unione cattolica della stampa italiana) provinciale Salvo Di Salvo.

Auguri a distanza per i giornalisti siracusani, collegati online con l’Arcidiocesi per il tradizionale incontro prenatalizio. Presenti sul posto soltanto in tre: Prospero Dente, in rappresentanza di Assostampa, Orazio Mezzio, direttore del Cammino, e lo stesso Di Salvo. A coordinare il tutto il referente stampa dell’Arcidiocesi, Alessandro Ricupero.

Il pane sarà consegnato alla Caritas della parrocchia Sacra Famiglia e a quella del Santuario della Madonna delle Lacrime. Ne riceveranno entrambe 50 chili, per sfamare le persone bisognose che assistono ogni giorno.

Per monsignor Francesco Lomanto si è trattato del primo appuntamento ufficiale con la stampa aretusea. “Il pane è segno del nostro dono – ha detto – Il pane è fatto per essere mangiato, per essere offerto ed esprime anche il senso della nostra comunione e condivisione. Come tanti chicchi vengono triturati per fare la farina e poi questa impastata per fare un unico pane, così dobbiamo essere noi, figli della Chiesa. Siamo davvero una sola cosa, un solo pane. Il Natale ci dà questo messaggio di riscoperta del nostro incontro con Gesù e con gli altri. Gesù ha scelto il pane per la sua presenza eucaristica in mezzo a noi”.

Parlando di carità, l’arcivescovo ha spiegato come “debba partire prima di tutto dal nostro essere, dal nostro modo di vivere e incarnare il Vangelo. Il dono che facciamo a chi è nel bisogno è molto importante, ma non servirebbe a nulla se portassimo qualcosa ad un povero e non lo degnassimo di uno sguardo, di un gesto di amicizia, di bontà, di fraternità. A volte doniamo di più con un atteggiamento del cuore, con una parola, una telefonata, un’azione di condivisione, con il nostro ascolto e la nostra prossimità agli altri”.

Poi il presule ha parlato anche del periodo difficile legato alla pandemia. “Dobbiamo saper guardare con uno sguardo che va oltre la situazione che stiamo vivendo – ha sottolineato – per capire dove il Signore vuole condurci e verso dove andiamo. Se tutto questo lo guardiamo con occhi diversi, di ottimismo, di speranza, scorgiamo dei messaggi e degli insegnamenti ben precisi: la riscoperta delle nostre relazioni, dell’aiutarci, dell’essere fratelli. La vera riforma deve partire dalla nostra empatia, dal nostro sguardo, dal nostro modo di vivere in maniera sana la vita certi che Dio ci ama e che dobbiamo riscoprire questo amore instaurando con gli altri relazioni all’insegna della vera amicizia e fraternità. Siamo chiamati a guardare con fiducia e speranza, anche in questo momento di crisi, a Gesù, per camminare sempre con la gioia nel cuore, con lo sguardo rivolto verso la profondità del mistero di Dio. Auguro un Santo Natale – ha concluso monsignor Lomanto – che dia forza, luce e pace a noi tutti per affrontare con serenità fiducia il futuro. Anche le situazioni di disagio diventino per noi motivo di riscatto per guardare con fiducia e speranza al domani”.


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