Politica

Siracusa, lavoratori ex Provincia, politica e sindacato sui 15 milioni e il prelievo forzoso statale

SIRACUSA – Questa del 18 luglio è stata la giornata in cui la rabbia dei dipendenti dell’ex Provincia è sfociata in protesta, dai blocchi stradali attuati in corso Umberto I alle eclatanti azioni di alcuni lavoratori, tre di cui due donne, che sono saliti sulla gru stazionante nel cortile del palazzo di via Malta. Solo nel pomeriggio la situazione si è raffreddata, con le strade riaperte e i tre lavoratori scesi dalla gru (vedi articolo).

Domani pomeriggio alle ore 17 una delegazione dei dipendenti dell’ex Provincia incontrerà a Palermo il governatore Rosario Crocetta, per capire quando potranno percepire gli stipendi arretrati di ben cinque mesi. Oggi si sono susseguiti i comunicati alla redazione da parte di politici e sindacalisti di rilievo, alcuni dei quali presenti durante le clamorose proteste.

Nella tarda mattinata interveniva il deputato regionale di opposizione Nello Musumeci, già presidente della commissione regionale Antimafia, dopo avere incontrato a Siracusa il commissario della ex Provincia Giovanni Arnone e una delegazione di dipendenti provinciali: “Nei confronti dei cinquecento dipendenti della Provincia di Siracusa ė stato compiuto un vero e proprio crimine politico. La più nera delle ingiustizie: costringerli a lavorare ogni giorno privandoli però dello stipendio per cinque mesi. Responsabile il governo Crocetta, che continua a negare a quei lavoratori ciò che invece è stato assicurato a tutti gli altri loro colleghi siciliani. Il governo dispone oggi di 26 milioni di euro: ne basterebbero 15 per ridare serenità e dignità a centinaia di famiglie ed impedire il dissesto dell’Ente. Sappiano il governatore e il prefetto, ma lo sappiano anche i sindacati, che la esasperazione di quei dipendenti pubblici potrebbe presto esplodere in una incontenibile protesta sociale. Ed allora ognuno risponderà delle proprie responsabilità, commissive e omissive”.

“La gravissima situazione in cui versa l’ex Provincia di Siracusa ha raggiunto il limite e rischia di sfociare in azioni e proteste sempre più eclatanti da parte dei dipendenti dell’ente a cui va tutta il mio appoggio”. A dichiararlo è stata Sofia Amoddio, deputata nazionale del Partito democratico. “Da tempo sono in contatto con il sottosegretario Baretta al qualche ho chiesto ripetutamente che venisse trovata una soluzione per sospendere il prelievo forzoso da parte dello Stato e ridare speranza all’Ente ed ai suoi dipendenti – ha proseguito -. La situazione dell’ex provincia di Siracusa non nasce certo oggi ma è il risultato di una serie di gravi errori fatti nel corso degli ultimi decenni”. “In una tale situazione, non posso che schierarmi dalla parte dei lavoratori che si trovano nell’assurda posizione di non ricevere lo stipendio da mesi e impegnarmi per ottenere una soluzione efficace da parte del Governo che scongiuri il default. La deputazione nazionale e regionale – ha concluso l’esponente del Pd – farà fronte comune per ottenere un risultato importante per i cittadini e tralasciando inutili schermaglie e attribuzioni di responsabilità fine a se stesse”.

Il deputato regionale del M5s Stefano Zito, che è perfino salito sulla gru insieme ai vigili del fuoco per convincere i dipendenti a interrompere la pericolosa protesta, ha commentato: “L’assessore regionale all’economia Baccei rassegni immediatamente le proprie dimissioni. Il disastro delle ex province con la disperazione dei lavoratori è il risultato dell’inettitudine politica del governo regionale che non è riuscito a battere i pugni sui tavoli romani. Inettitudine che si somma a 15/20 anni di mala gestione politica delle province regionali”. “Siracusa, più delle altre ex province siciliane – ha aggiunto Zito – ha un buco che potrebbe superare i 20 milioni di euro e 100 sono invece i milioni per i contenziosi. Sebbene la Regione Siciliana abbia annunciato l’aumento degli stanziamenti, a nulla potrebbero valere considerando il prelievo forzoso che il Governo esige annualmente. Già lo scorso anno, insieme alla collega portavoce alla Camera Maria Marzana, abbiamo segnalato che la situazione fosse disastrosa, abbiamo presentato due proposte di legge che prevedono la sospensione di un anno e mezzo di tale prelievo, sospensione da estendere anche ai mutui. Per quanto attiene ai lavoratori, abbiamo proposto la loro mobilità presso altri Enti, tribunali, scuole e ministeri. Dati i disastri odierni, è evidente che chi ha il pallino del gioco se ne è infischiato allegramente, giocando con la pelle delle persone. La disperazione odierna, potrebbe tra l’altro esplodere con ancora maggiore forza a settembre in tutte le province della regione. A questo punto – ha concluso Zito – ribadiamo al Governo di accogliere la nostra proposta, modificando il Ddl Enti locali. Intanto però Baccei deve andare a casa”.

Anche il commissario provinciale di Forza Italia Edy Bandiera ha espresso la propria indignazione: “Stipendi in ritardo di oltre cinque mesi, seicento lavoratori della provincia di Siracusa e altrettante famiglie costrette a sopravvivere nel disagio, per la colpevole e manifesta incapacità del governo siciliano, che fa mancare risorse vitali agli enti di secondo livello. Il presidente della Regione, che si è distinto sino ad ora in ogni settore per non essere stato in grado di gestire la cosa pubblica, intervenga immediatamente, stanziando quanto necessario per la copertura delle spettanze. Il rischio che la protesta assuma toni anche drammatici è reale, la misura è colma e le tasche sono vuote. Basta con le promesse e le prese in giro di una politica irresponsabile. Palazzo d’Orleans stanzi subito i 15 milioni necessari, mettendo fine ad una situazione a dir poco paradossale”.

Mentre dal portavoce provinciale di Fratelli d’Italia Alessandro Spadaro è stato assicurato un pronto interessamento sulla vicenda della leader nazionale del partito Giorgia Meloni.

Sul fronte sindacale, è intervenuta nel pomeriggio anche il segretario generale nazionale della Cisl, Annamaria Furlan, affermando: “Solidarietà della Cisl ai lavoratori della ex Provincia di Siracusa, da 5 mesi senza stipendio in un silenzio inaccettabile della Regione Sicilia e della politica. Un dramma sociale”. Mentre in mattinata il segretario generale Ragusa-Siracusa della Fp Cisl Daniele Passanisi, tra i lavoratori, aveva dichiarato: “Si sblocchino i fondi e li si destinino per i lavoratori. Spero che il Prefetto faccia la sua parte. Lo stanziamento di 15 milioni non risolve totalmente la situazione, si deve eliminare il prelievo forzoso che è il problema vero creato dallo Stato, mettendo l’ex Provincia in condizioni di gestire i propri fondi”.

In controtendenza, proprio a metà mattinata, erano invece arrivate le rassicurazioni di Vincenzo Vinciullo, presidente della commissione Bilancio e Programmazione all’Ars, poi recatosi in via Malta, che dichiarava: “Qualche minuto fa, così come avevo preannunciato ieri, sono stati firmati i mandati per le risorse destinate alle ex Province”.


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