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Siracusa, Monica Marchionni candidata al Csm: “Occorre restituire alla Magistratura l’immagine che merita”

SIRACUSA – Il sorteggio l’ha premiata, ma per arrivare al CSM ci vorrà coraggio, determinazione e un’ulteriore buona dose di fortuna. Monica Marchionni lo sa e per questo la sfida la entusiasma. Nel nuovo Consiglio Superiore della Magistratura vuole esserci pure lei. Il magistrato bolognese vive e lavora a Siracusa dal 1995 e attualmente è in servizio alla sorveglianza presso il tribunale di viale Santa Panagia. E’ candidata per sorteggio nel collegio Sicilia, Calabria, Puglia e Basilicata, alle elezioni per il rinnovo dell’organo di autogoverno dei giudici, che si terranno il 18 e 19 settembre. L’estrazione a sorte di alcuni candidati, per riequilibrare la rappresentanza di genere, è stato introdotto dalla riforma Cartabia e rappresenta probabilmente la novità più rilevante del un riordino di un CSM che, in molti, chiedevano più incisivo per contrastare il correntismo in quello che è il terzo potere costituzionale.

“Sento l’impegno – sottolinea Monica Marchionni – di contribuire a restituire alla Magistratura l’immagine che merita e la fiducia degli italiani. Io e la maggior parte dei miei colleghi svolgiamo il nostro lavoro con coscienza, indipendenza, dedizione e siamo soggetti solo alla legge”. Essere candidata fuori dalle correnti rende ovviamente complicata la via per le elezioni: “Sono consapevole d’essere un outsider ma questo è semmai uno stimolo in più – aggiunge il magistrato – Sono libera e non devo nulla al “sistema” delle correnti. Come me, ci sono centinaia di colleghi che quel sistema hanno subìto e sopportato, non condividendolo. Oggi abbiamo l’opportunità di alzare la testa e lanciare un segnale”. Non si tratta necessariamente di una battaglia solitaria per la dottoressa Marchionni, che sta valutando la possibilità di apparentamenti.

E se le si chiede se tema la sconfitta, Monica Marchionni, la bolognese-siracusana, magistrato di sorveglianza con tanta esperienza alle spalle (GIP, civile, giudicante penale) risponde: “Si perde davvero solo se non si combatte, se non ci si appassiona, se non ci si mette in gioco. A prescindere da come andrà, non perderò”.


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