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Siracusa, ordinanza “anti-assembramenti”, la Prefettura respinge le accuse dei sindacati

SIRACUSA – Dopo la protesta in piazza Pancali della Cgil, sabato mattina, e alcuni interventi di contestazione da parte di esponenti sindacali, la Prefettura di Siracusa replica in merito alla recente ordinanza, a firma del prefetto Luigi Pizzi, che vieta gli assembramenti di persone o automezzi, fino al prossimo 30 settembre, a ridosso di diversi punti della zona industriale.

“In relazione agli articoli apparsi in data odierna sulla stampa locale, contenenti affermazioni prive di qualsiasi riscontro nella realtà, rilasciate dal alcuni esponenti sindacali in data di ieri, 25 maggio – si legge nel comunicato di replica e precisazioni sottoscritto dal “funzionario in turno di reperibilità” – si ritiene di dover nuovamente puntualizzare che l’ordinanza emanata dal Prefetto di Siracusa in data 9 maggio scorso ai sensi dell’articolo 2 del Tulps, come risulta chiaramente dal testo pubblicato sul sito istituzionale della Prefettura, non riguarda né avrebbe potuto riguardare in alcun modo l’esercizio del diritto di sciopero, che, come noto, è un diritto costituzionalmente garantito”.

“Tale provvedimento, come chiaramente precisato in un precedente comunicato stampa, è finalizzato a prevenire esclusivamente i reiterati blocchi stradali che si registrano nei pressi delle aziende ubicate nel polo petrolchimico – si motiva quanto alla replica – attuati, peraltro, da gruppi di lavoratori dipendenti da altre imprese e sorprendentemente guidati da taluni esponenti dei sindacati confederali. Tali azioni, infatti, sono e rimangono assolutamente illecite ed oggi penalmente sanzionate dall’articolo 23 del c.d. “Decreto Sicurezza”. Non si comprendono, pertanto, le doglianze manifestata dagli esponenti sindacali riportato dalla stampa locale odierna, ove si fa riferimento a inesistenti compressioni di diritti e di libertà dei lavoratori, a meno di non voler ritenere che compiere azioni illecite rappresenti l’esercizio di un diritto sindacale.

“Si precisa, inoltre, che, contrariamente a quanto affermato da taluni esponenti dei sindacati confederali, in Prefettura non è a tutt’oggi pervenuta alcuna formale richiesta di incontro da parte dei segretari provinciali di detti sindacati – queste le ulteriori precisazioni della Prefettura di Siracusa – e che, qualora dovesse pervenire, non si mancherà di prenderla in esame nei tempi e nei modi che il Prefetto riterrà opportuni. Si auspica, infine, che cessino mistificazioni oratorie volte soltanto a screditare infondatamente l’immagine delle Istituzioni ed ad attribuire falsamente finalità al provvedimento prefettizio che non ha mai inteso avere, al solo scopo di strumentalizzare tale provvedimento per scopi non noti alla Prefettura”.

(Nella foto di repertorio: prefettura di Siracusa)


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