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Siracusa, rinnovata la “stanza rosa” nella caserma dei carabinieri. Prosegue progetto del Soroptimist club

SIRACUSA – Stamani nella caserma del comando provinciale dei carabinieri di Siracusa si è svolta la presentazione della rinnovata “stanza rosa”, dedicata alle donne che intendono denunciare violenze e/o soprusi, nell’ambito del progetto “Una stanza tutto per sé” frutto di un protocollo d’intesa nazionale tra Comando generale dell’Arma e il Soroptimist international d’Italia.

La sobria cerimonia si è svolta alla presenza, tra gli altri, del comandante provinciale dei carabinieri, colonnello Gabriele Barecchia, della presidente del locale club Soroptimist, Maria Giovanna Carnemolla, e del neo assessore comunale alle Politiche sociali e della Famiglia, Concetta Carbone.

La “stanza rosa” nel comando provinciale è stata una delle prime attivate in campo nazionale, inaugurata l’8 marzo del 2016. Dopo oltre un lustro, il club Soroptimist di Siracusa, ha provveduto a fornire alla stazione carabinieri di “Siracusa principale” nuovi arredi, un kit multimediale composto da computer, stampante e una telecamera con microfono, che serviranno per raccogliere le denunce, sempre nel rispetto di un ambiente che tende a un approccio meno traumatico con gli investigatori e a trasmettere una sensazione di accoglienza alla persona per le sofferenze subite.

Proprio nella giornata di ieri, la stazione dei carabinieri di “Siracusa principale” ha dato esecuzione a un’ordinanza di applicazione della misura cautelare dell’allontanamento dalla casa familiare, emessa dal Tribunale di Siracusa, nei confronti di un uomo, poco più che trentenne, accusato di maltrattamenti, lesioni personali e violenza sessuale nei confronti dell’ex moglie.

Come rendono noto i carabinieri, la donna, in stato di gravidanza, “stanca e spaventata dall’atteggiamento violento e imprevedibile del marito, consistente in aggressioni fisiche e verbali e nella pretesa di controllare ogni aspetto della sua vita”, ha quindi deciso di rivolgersi ai militari e di denunciare “ripetuti episodi di violenza”.

L’autorità giudiziaria aretusea, ritenendo particolarmente gravi le contestazioni emerse, ha disposto l’allontanamento dalla casa familiare, con il divieto di avvicinarsi all’abitazione e al luogo di lavoro della donna.

Per l’acquisizione della denuncia da parte dell’ex coniuge, è stata utilizzata la stanza che oggi viene presentata rinnovata, “risultata fondamentale – si legge nel comunicato dei carabinieri – nel mettere a proprio agio la donna, aiutandola a rompere l’isolamento e trovare il coraggio di parlare di ciò che avveniva fra le mura domestiche”.


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