News

Terremoto in Grecia, funziona il sistema di allerta tsunami dell’Ingv

SIRACUSA – Ha generato ansia per quasi tutto il giorno la scossa di terremoto di magnitudo Mwp 6.8, registrata dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia alle ore 0,54 italiane del 26 ottobre al largo della costa occidentale del Peloponneso, in Grecia, ed avvertita chiaramente anche nella provincia di Siracusa. Il sisma ha avuto l’epicentro nel mar Ionio a 38 km dall’isola di Zante, e ipocentro a una profondità di 10 km.

A seguito dell’analisi dei parametri sismici, si legge sul sito dell’Ingv, dopo 8 minuti, il Centro allerta tsunami dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia ha quindi informato il Dipartimento della Protezione civile, che ha diramato un’allerta tsunami di livello arancione per le regioni Puglia e Calabria e di massima attenzione per le coste orientali di Basilicata e Sicilia ionica. Allerta arancione che corrisponde ad un’onda attesa inferiore a un metro in terraferma e inferiore a mezzo metro al largo. L’allerta è stata inviata anche alle istituzioni di riferimento nei Paesi del Mediterraneo. Mentre per le coste greche più vicine all’epicentro è stata emessa un’allerta rossa.

Come spiega l’Ingv, la decisione di diramare l’allerta arancione dal Dipartimento della Protezione civile, che coordina il Sistema d’allertamento nazionale per i maremoti generati da sisma (Siam), è arrivata “in quanto il terremoto di magnitudo 6.8 è avvenuto a una distanza maggiore di 100 km dalle coste italiane”.

Le previsioni degli esperti erano quelle di “un fenomeno relativamente piccolo, ma potenzialmente pericoloso per chi si fosse trovato nei porti o sulle spiagge”.

L’allerta è stata revocata con il messaggio di fine evento, emesso alle ore 6,48 italiane, dopo aver “verificato che le variazioni del livello del mare osservate sui mareografi fossero nuovamente confrontabili con i livelli precedenti all’evento”.

Viene inoltre ricordato dagli esperti dell’Ingv che l’epicentro del terremoto si trova in una zona di transizione tra due strutture geologiche caratterizzate da una forte sismicità storica (Arco Ellenico a sud e Struttura di Cefalonia – Lefkada a nord).

Infatti, in passato, a seguito di forti terremoti, si sono verificati diversi tsunami come quello del 365 d.C., originatosi al largo di Creta, che ha distrutto Alessandria d’Egitto provocando migliaia di morti in tutto il Mediterraneo. Più recentemente, nel novembre del 2015, si è verificato un terremoto di magnitudo 6.5 nei pressi dell’Isola di Lefkada che ha generato un piccolo tsunami locale.

(Mappa Ingv: Mappa con epicentro del terremoto (stella rossa), tempi di arrivo sulle coste e livelli di allerta ai mareografi – triangoli colorati dal rosso)


getfluence.com
In alto