Politica

Zona rossa e comuni montani, sindaco di Buccheri: “Attività commerciali dei paesini virtuosi ripartano subito dopo il 31”

SIRACUSA – Buscemi e Cassaro sabato, Ferla e Buccheri domenica. Mancano solo questi quattro comuni montani, in verità accorpati alla postazione di Palazzolo Acreide lo scorso sabato, per completare il ciclo di tamponi rapidi con il sistema drive-in previsti dall’Asp aretusea in tutta la provincia per alunni e docenti delle scuole primarie e delle classi prime della scuola media. Potrà sottoporsi al test anche il personale Ata degli istituti scolastici, sempre tramite iscrizione preventiva.

Dopo uno screening che lo scorso fine settimana ha fornito risultati incoraggianti in merito alla diffusione del coronavirus (47 positivi su 7.234 tamponi effettuati), si attende ora l’esito dei test nelle 4 comunità più distanti (a ovest) dal capoluogo per valutare l’andamento dell’epidemia nella popolazione scolastica del Siracusano. Sabato 23 toccherà a Buscemi e Cassaro, e il giorno dopo a Buccheri (area attendamenti di contrada Piana) e Ferla (campetti comunali di via Montegrappa) nella fascia oraria mattutina dalle 9,30 alle 13,30. I sindaci dei quattro comuni si attendono una buona risposta da parte dei loro concittadini, chiamati a raggiungere le aree prescelte per l’esecuzione dei test antigenici.

Il primo cittadino di Buccheri, Alessandro Caiazzo (nella foto di repertorio, ndr) proprio questa mattina ha lanciato un appello al governo regionale, che aveva chiesto e ottenuto da Roma la “zona rossa” regionale fino al 31 gennaio. Punta il dito contro chi si ostina a comportarsi in maniera superficiale, non rispettando le regole e contribuendo a mettere in crisi l’economia delle piccole comunità che, a suo giudizio, potrebbero essere classificate a bassissimo rischio.

“In questi giorni – afferma con un pizzico di polemica – vedo diverse immagini che ritraggono città attualmente in zona rossa ma che, per assembramenti e cittadini in giro, sembrano essere in zona gialla. Sia chiaro che dal 31 gennaio, i paesini i cui cittadini sono stati leali, rispettosi e seri, devono essere messi in condizione di ripartire. Non è più accettabile che molti paghino per pochi. Si aumentino i controlli, si facciano rispettare le regole e si faccia il possibile per garantire la sicurezza. Se così non sarà, invito il Governo Regionale a porre limitazioni localizzate e solo ove necessario. Le attività commerciali dei paesi virtuosi devono ripartire”.


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