News

Lettera aperta al commissario straordinario dell’INDA

inda fondazione

Una lettera aperta di una trentina di intellettuali siracusani è stata inviata al commissario straordinario dell’INDA. Nella lettera si legge: “corrispondendo al giusto dovere di ospitalità, Le diamo il benvenuto nella nostra città, in veste di Commissario straordinario della Fondazione Inda. Ci auguriamo che Lei possa svolgere con puntualità e in tempi ragionevoli il ruolo che Le è stato assegnato dal Ministro dei Beni e delle Attività culturali, al fine di poter restituire alla Fondazione una “governance” democratica e collegiale, come accade per tutte le più prestigiose Istituzioni culturali del nostro paese.  Come cittadini di Siracusa, intendiamo esprimerle tutto il nostro profondo disagio – e speriamo possa comprendere le nostre preoccupazioni – per l’ennesima riproposizione ai vertici della Fondazione Inda di una gestione commissariale, nonostante fosse avvenuto, all’incirca due anni fa, il legittimo insediamento (contestualmente al C.d.A.) del Sindaco Giancarlo Garozzo nel ruolo di Presidente, il quale aveva giustamente e fortemente sollecitato e rivendicato tale nomina – come da Statuto – sin dalla sua elezione a primo cittadino di Siracusa.  Ma le ragioni delle nostre preoccupazioni derivano, principalmente ed essenzialmente, sia dal desiderio di veder riportata con urgenza una delle Istituzioni culturali più prestigiose del nostro paese al centro della sua piena finalità scientifico-culturale in ambito internazionale – dal momento che dal punto di vista simbolico e metaforico l’Istituto esprime il canone culturale, il “vettore di senso”, che segna il momento inaugurale e fondativo del pensiero occidentale e che, attraverso la “rappresentazione tragica” lega indissolubilmente il “trittico” costituito da “mito-filosofia-democrazia”: “fondo inesauribile”, cui l’attualità politico-culturale attinge permanentemente e senza sosta, rendendo Siracusa città unica e inimitabile – sia dall’urgenza di sottrarre l’Inda da quel groviglio di condizioni opache e vischiose che, da parecchi anni, ammorbano lo stato interno – finanziario, burocratico, gestionale – dell’Istituto, dal momento che vicende, fatti, episodi, “interni” all’Inda sono da alcuni anni sotto la lente d’ingrandimento della magistratura penale, con inchieste tutt’ora in corso, e che ne hanno delegittimato e ferito l’immagine, col rischio di travolgere definitivamente la Fondazione.  Avevamo salutato positivamente l’insediamento del C.d.A. della Fondazione – organo legittimo di governo democratico dell’Istituto –, ritenendo che una “governance” aperta e trasparente potesse contribuire a facilitare e rilanciare le esigenze sopra menzionate, mentre è, da subito, apparsa surreale, inopinata e sorprendente l’idea, anzi, la richiesta avanzata, nelle scorse settimane, al Ministro, da parte dello stesso Presidente dell’Inda – si legge -, Sindaco Garozzo, di porre fine alla permanenza dell’organo democratico di governo, affinché fosse nominato un Commissario alla guida della Fondazione, con il fine prioritario di dover procedere ad alcune modifiche dello statuto. Quasi una resa, da parte del primo cittadino, a una sorta di “commissariamento della democrazia”, anziché saper condurre l’intero C.d.A. sotto una guida autorevole e in trasparente sintonia con l’opinione pubblica cittadina, prospettando eventualmente alla città e alle sue forze politico-civili di rappresentanza l’esigenza di un ampio e democratico confronto, al fine di proporre alcune necessarie modifiche di aspetti dello statuto Inda, assicurando in ogni caso che il C.d.A., proseguisse regolarmente nell’avvio ideativo e organizzativo della stagione teatrale del 2016, operando simultaneamente per portare l’Istituto a una condizione di trasparenza gestionale, per ricreare attorno alla Fondazione quel clima di fiducia, necessario per la sua “rilegittimazione” pubblica. Anche perché l’iperattività del Sindaco-Presidente, dettata dall’improcrastinabile urgenza di una modifica statutaria, al punto da giustificare una decapitazione improvvisa degli organi della Fondazione, è apparsa vieppiù singolare a fronte dell’immobilismo ipergarantista, che tracimava nello scherno sostanziale dell’attività della magistratura, nei confronti di quei dipendenti della Fondazione accusati di gravissimi reati, che non sono stati nemmeno spostati cautelativamente dalla funzione nella quale avrebbero perpetrato le presunte illegalità. A molti, in città, è apparso invero strano e incomprensibile che in una Fondazione che rischia d’essere travolta da inchieste penali, la priorità “operativa” per il Presidente fosse la ridefinizione di competenze e ruoli tra consigliere delegato e sovrintendente.  Per tali ragioni, nel rispetto delle finalità e compiti attinenti al Suo ruolo di Commissario straordinario, dovendo rispondere al Ministro per apportare le migliori proposte per rilanciare l’Inda, auspichiamo – facendoci portavoce delle legittime istanze dell’opinione pubblica di Siracusa – che Lei possa trovare le modalità e le forme di un coinvolgimento – di là dalle dovute relazioni che Lei riterrà di dover tenere con altre Istituzioni democratiche – con la città e con l’opinione pubblica siracusana, raccogliendo l’istanza che questa nostra lettera intende esprimerLe”.


In alto