Cronaca

Pozzi inquinati a Città Giardino, assolti i 5 dirigenti Isab: “Il fatto non sussiste”

SIRACUSA – Sedici ettari di contaminazione da idrocarburi, undici pozzi a scopi irrigui e alimentari infestati nel centro abitato di Città Giardino: nessun responsabile. La sezione di Corte d’Assise del tribunale di Siracusa ha assolto, “perché il fatto non sussiste”, i 5 dirigenti della raffineria Isab a giudizio per quella contaminazione.

I cinque (i dirigenti Giancarlo Cogliati, Antonino Amato e Luigi Scalici, e i responsabili di reparto del Parco serbatoi di stoccaggio dei prodotti petroliferi, Giuseppe Petrillo, e operativo relazioni esterne, Leonardo Gambino) erano accusati a vario titolo di: disastro ambientale doloso, avvelenamento delle acque e omissione di misure atte a contenere l’inquinamento. Quest’ultima accusa, soggetta a prescrizione in 5 anni, era già decaduta durante la fase dibattimentale. Le ragioni dell’assoluzione stanno tutte nella perizia tecnica richiesta dal pm e disposta dal Gup Andrea Migneco, secondo cui il prodotto rinvenuto negli undici pozzi di Città Giardino nel 2012 sarebbe un prodotto idrocarburico “con caratteristiche merceologiche precedenti alle benzine lavorate” nel serbatoio S 534, indicato dall’accusa come fonte della perdita che causò la contaminazione. La perizia è del professor Signorino Galvagno, docente della facoltà di Ingegneria a Messina, già preside della stessa facoltà, esperto in Chimica industriale.

“Il processo – le parole dell’avvocato Massimo Milazzo, legale dei 5 dirigenti assolti – riafferma la linea di trasparenza della Isab, che da tempo era stata la prima, sin dal 2003, a denunciare alle autorità la contaminazione del sottosuolo e successivamente aveva concluso l’accordo transattivo con il ministero dell’Ambiente per la riqualificazione dell’area. Il processo – conclude l’avv. Milazzo – ha acclarato che la sostanza idrocarburica non è quella trattata da questo serbatoio ma quella che esisteva già sotto la raffineria”.

 


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