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Recensione: Con gli occhi di un burattino di legno di Antonio Guidi

12E0271_Cop_Guidi_29_06 copiaRipercorrendo la straordinaria vita di un uomo che ha lottato e ha vinto le sue battaglie, Con gli occhi di un burattino di legno racconta tra le righe settant’anni di storia italiana visti attraverso lo sguardo particolare di uno spettatore fuori dal comune.
Dall’immediato dopoguerra al governo Berlusconi, dal palco di Woodstock ai campi profughi del Libano, dall’incontro con Franco Basaglia agli affettuosi scappellotti del grande papa Wojtyla, Antonio Guidi ci prende per mano e ci accompagna, con una trascinante gioia di vivere e un pizzico di malinconia, su una strada che credevamo di conoscere, ma che d’ora in avanti non potremo più guardare con gli stessi occhi. Il suo destino, segnato da una disabilità molto grave per quegli anni, non lo scoraggia.
Uomo dotato di grande sensibilità eppure tenace, combattivo in ogni suo tentativo di farsi capire, in una lotta personale e quotidiana con i suoi arti legnosi e incontrollabili che lo fanno sentire un burattino impacciato, Antonio riuscirà a farsi strada nella vita e a costruirsi un’esistenza non soltanto “normale”, ma assolutamente “speciale”.
Questo libro è un’autobiografia che tocca il cuore, una storia privata da condividere per comprenderne l’unicità. L’esperienza di un uomo dal volto noto per i media, politico, docente, che sceglie di fare il medico “per cercare di essere meno fesso dei medici che l’hanno curato”. È il racconto di una lotta fisiologica all’impegno civile, spinta dalla costante necessità di avere l’opportunità di sapere quello che si è in un mondo pieno di barriere.
“Vivere è sempre un po’ eroico”. Per tutti è così. Per un disabile lo è di più, “perché essere disabili non è bello, dura troppo.”

Nato a Roma nel 1945, Antonio Guidi ha saputo coniugare nella sua lunga carriera la vocazione medica e l’impegno politico, ottenendo eccellenti risultati in entrambi i campi. Specializzatosi in Neuropsichiatria Infantile, ha insegnato Psicologia della Disabilità all’università “la Sapienza” di Roma, e nei primi anni Novanta ha sdoganato il tema della disabilità nei talk-show televisivi raggiungendo una grande notorietà, culminata nel 1994 con la nomina a ministro per la Famiglia e la Solidarietà Sociale. Terminata l’esperienza di governo, ha ricoperto dal 2001 al 2006 la carica di sottosegretario di Stato al Ministero della Salute. È autore di numerose pubblicazioni e volumi tradotti anche all’estero.


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