Siracusa, allarme di Unioncamere: rischio di un rosso di 16,5 milioni per pensioni ex personale camere siciliane
SIRACUSA – Oltre 25 milioni di euro all’anno di risorse camerali destinati al pagamento delle pensioni degli ex dipendenti. È stato questo il tema affrontato nella conferenza stampa convocata dal presidente nazionale di Unioncamere, Ivan Lo Bello, a chiusura dell’assemblea dei presidenti delle Camere di commercio italiane che si è svolta ieri al Teatro comunale di Siracusa.
La metà del costo complessivo del personale delle Camere di commercio siciliane è destinata al pagamento delle pensioni degli ex dipendenti. Questa “anomalia” unicamente siciliana, che nel 2017 potrebbe portare i bilanci ad andare in rosso di 16,5 milioni di euro, è stata messa in evidenza dal presidente nazionale di Unioncamere, Ivan Lo Bello, che ha così voluto chiedere un intervento deciso e risolutore sul tema al nuovo Governo regionale che si formerà dopo le elezioni del 5 novembre.
Secondo quanto è emerso, le Camere di commercio siciliane si trovano a sostenere, uniche in Italia, la spesa per i trattamenti pensionistici del proprio personale. A determinare questa situazione sono alcune disposizioni dettate dalla Regione a partire dal 1965 con proprie circolari, succedutesi nel tempo fino ad un regolamento del 1987 che ha cristallizzato la competenza degli enti camerali a sostenere direttamente i trattamenti pensionistici. In controtendenza rispetto al contesto nazionale, con una legge della Regione del maggio 2015, anche ai dipendenti delle Camera di commercio, come quelli della Regione, sarà consentito di andare in pensione fino al 2020, con i requisiti favorevoli del regime precedente alla Riforma Fornero.
Entro il 2020, si stima che il personale in servizio che a fine del 2016 ammontava a 351 dipendenti a tempo indeterminato, si attesterà su 224 unità, in seguito alle 127 uscite previste. Di queste, 119 saranno pensionati a carico delle Camere di commercio siciliane e si andranno ad aggiungere agli attuali 657 pensionati che gravano sui bilanci camerali, 150 dei quali beneficiari di pensioni di reversibilità. Questo porterà ad un ulteriore costo per le Camere stimato in 4,9 milioni di euro annui.
















